Qi Jiguang (1528-1588): il soldato come saggio?

Qī Jìguāng 戚继光

Traduzione di Storti Enrico dello scritto “QI JIGUANG 戚繼光 (1528-1588): THE SOLDIER AS A SAGE?” di BAREND NOORDAM, 2015, pubblicata con il permesso dell’autore

NOTA dell’AUTORE

Il presente documento tocca alcune delle questioni che solleverò in maggiore dettaglio nella mia prossima dissertazione. Alcune delle traduzioni dal cinese classico presenti in questo articolo hanno beneficiato dell’utile contributo di Gabe Geert van Beijeren Bergen en Henegouwen. Tuttavia, eventuali errori di traduzione e interpretazione rimangono completamente di mia responsabilità.

SINOSSI

Il corpo degli ufficiali militari ereditari della dinastia Ming 明 subì un rapido declino del proprio prestigio sociale e culturale nel corso del XV secolo, quando le iniziali politiche militari aggressive dei primi imperatori furono soppiantate da una fase di consolidamento e di difesa di posizione presso le varie frontiere imperiali. Allo stesso tempo i burocrati civili, selezionati sulla base della maestria nell’ortodossia neo-confuciana Cheng-Zhu 程朱, eclissarono i militari in prestigio e potere politico. Durante la crisi militare della metà del XVI secolo, le attività marziali divennero in voga tra parti della burocrazia civile e le fila di letterati sottufficiali da cui proveniva. In questo contesto Qi Jiguang 戚繼光 (1528-1588), rampollo di una famiglia di ufficiali militari ereditari, costruì una fiorente carriera. Gli studiosi moderni si sono tradizionalmente concentrati sulle innovazioni militari introdotte da questo generale, ma hanno prestato scarsa attenzione alla sua percezione di sé e alla sua identità di ufficiale militare in un’epoca di dominio burocratico civile. Seguendo e ampliando le recenti ricerche che hanno rilevato un avvicinamento socio-culturale tra alcuni funzionari civili e militari, sosterrò che il fondamento del successo di Qi dovrebbe essere ricercato nella sua partecipazione al fermento ideologico scatenato dalla ridefinizione del neo-confucianesimo di Wang Yangming. Il movimento e la filosofia di Yangming hanno abbattuto le barriere di divieto che fino a quel momento racchiudevano l’identità neo-confuciana e il comportamento accettabile, consentendo la legittima fusione dell’identità letterata con gli sforzi marziali. Inoltre, una rinnovata stima per i rapporti di fratellanza ha facilitato la costruzione di amicizie durature da parte di Qi Jiguang con i letterati dentro e fuori la burocrazia.

PAROLE CHIAVE: amicizia, ufficiali militari ereditari, circolazione della conoscenza, dinastia Ming, neo-confucianesimo, patrocinio, Qi Jiguang, saggio, Wang Yangming, wen e wu

INTRODUZIONE

Alcuni libri cinesi su Qi Jiguang

Una delle più recenti ed estese trattazioni della carriera di Qi in una lingua accademica occidentale porta il titolo “Ch’i Chi-kuang, il generale solitario”. Questa esposizione di un capitolo di Ray Huang risalente al 1981, inizia prendendo il miserabile destino di Qi dopo una carriera di eccezionale successo come un esempio piuttosto toccante di una più generale depauperazione che circondava il personale militare che cercava di svolgere i propri compiti circondato da una burocrazia civile che operava secondo principi spesso lesivi della professione militare. Secondo Ray Huang, i militari per loro natura hanno dovuto fare affidamento su determinate strategie, nessuna delle quali “[…] avrebbe potuto incontrare l’approvazione dei funzionari civili preoccupati dei dogmi della moderazione e della moderazione, e il cui senso della storia, praticamente senza tempo così com’era, li rendeva molto riluttanti ad accettare il merito di qualsiasi azione drastica basata sulla forza fisica, che a loro portava solo a guadagni temporanei e localizzati (Huang 1981: 156-157) “. Tuttavia, come sosterrò in questo capitolo, Huang forse presenta un’interpretazione troppo monolitica degli atteggiamenti della burocrazia civile nei confronti dei loro colleghi militari. Inoltre, Qi Jiguang si era impegnato nel neo-confucianesimo – l’ideologia dei burocrati civili – e questo impegno aveva avuto luogo all’interno del movimento emergente scatenato dal riorientamento di Wang Yangming (王陽明, 1472-1529) di questa ideologia. In questo articolo sosterrò che il fatto che si fosse coinvolto in questo movimento significa che dobbiamo operare una revisione della nostra comprensione della relazione tra neo-confucianesimo e affari militari in generale, ed in particolare ci è richiesto della relazione tra (alcuni degli) ufficiali civili e militari nel Cinquecento. Inoltre, getterà nuova luce sulle condizioni in cui i militari sono stati in grado di partecipare a reti di mecenatismo, amicizia e circolazione della conoscenza, e contribuirà in qualche modo a spiegare la straordinaria carriera di successo del probabilmente il più famoso generale della dinastia Ming.

LA DIVISIONE TRA UFFICIALI MILITARI E CIVILI DURANTE LA DINASTIA MING

Le Divinità Civili e Marziali Mostrano Tesori, quadro per il nuovo anno dello Shaanxi. Anche questo è un esempio della complementarietà dei due ambiti nella cultura popolare cinese

Uno dei cliché persistenti sulla storia cinese è la caratterizzazione dei cinesi come pavidi e persino effeminati nell’immaginario occidentale. Questo è un tropo che compare già nelle prime notizie di una coppia di portoghesi detenuti dai cinesi a Canton all’inizio del XVI secolo, che tuttavia raggiunse l’Europa (Ferguson 1902: 26). L’influenza del Confucianesimo è spesso citata come una ragione per gli atteggiamenti avversi alla guerra osservati nella cultura cinese, essendo la guerra il risultato del fallimento da parte del sovrano nell’ essere abbastanza virtuoso da mantenere la pace e sedurre i nemici nell’accettazione del suo governo (Fairbank 1974: 7). Antimilitarismo innato o no, specialmente durante le dinastie Song e Ming sembra esistesse un enorme divario socio-culturale tra i militari e le loro controparti civili, sia all’interno che all’esterno della burocrazia. Inoltre, la dinastia cinese Ming è stata spesso descritta come un impero militarmente debole, inserito nel tempo tra le dinastie mongole Yuan 元 e Manchu Qing 清. Gran parte della colpa di questo stato di cose è stata attribuita alla debolezza dell’esercito ereditario dei Ming, di cui si è valutato un precipitoso calo di qualità dopo l’inizio del XV secolo (Robinson 2013: 45-46). Un fattore importante connesso a questo declino è stato il già menzionato distanziamento socio-culturale tra élite civili e militari, e la concomitante mancanza di apprezzamento positivo per i militari nel discorso dei letterati civili (Struve 1984: 2-6). Ciò raggiunse un livello fino ad allora mai visto nella storia cinese e abbastanza paragonabile alla situazione esistente durante la dinastia Song (meridionale), dove i comandanti militari venivano spesso reclutati da famiglie non letterate con una tradizione di servizio marziale per l’impero e per i quali la differenza socio-culturale rispetto all’élite ufficiale civile era notevole (Fang 2003: 49, 51-52, 57). Come le loro controparti della dinastia dei Song, alla fine del XV secolo i funzionari militari Ming non potevano sperare di raggiungere posizioni di autorità all’interno dell’amministrazione civile. In contrasto con ciò, durante il XV secolo si può distinguere un processo di interferenza e sconfinamento da parte di funzionari civili e degli eunuchi nell’autorità degli ufficiali militari (Filipiak 2012: 1-5). Recentemente, nel campo della storia militare dei Ming sono sorti due dibattiti che modificano la visione tradizionale per la quale l’impero Ming sarebbe stato militarmente debole e il suo esercito ereditario quasi universalmente deriso dall’élite ufficiale civile. In primo luogo, alcuni studiosi, in primo luogo Kenneth Swope, hanno sostenuto una rinascita militare tardiva dei Ming durante il regno dell’imperatore Wanli (r. 1573-1620) (Swope 2001). Inoltre, Lynn Struve e altri hanno sostenuto l’avvento di una militarizzazione più generalizzata della società cinese nel diciassettesimo secolo (Struve 1984: 3-4). In secondo luogo, Kathleen Ryor e Kai Filipiak hanno rilevato un riavvicinamento socio-culturale tra élite civili e militari, esemplificato dall’emergere di un gruppo misto di ufficiali militari e funzionari civili con risultati sia civili-culturali (wen 文) che marziali (wu 武) a metà del XVI secolo, sullo sfondo di diverse crisi militari (Filipiak 2012: 8-9; Ryor 2009: 220). Sosterrò che entrambi i dibattiti dovrebbero essere collegati e che le cause del rafforzamento delle forze armate e della militarizzazione generale della società – vale a dire il rinnovato apprezzamento tardo Ming del militare / marziale – dovrebbero essere ricercati tempo prima, cioè durante le crisi militari della metà del sedicesimo secolo. Dirò che il riavvicinamento socio-culturale tra una parte dell’élite civile e quella militare e una valutazione più positiva del wu in parti della società Ming durante il sedicesimo secolo sono la chiave per comprendere il successivo rafforzamento militare. Questo riavvicinamento wen-wu è stato studiato dal punto di vista della storia culturale e politica, ma non dal punto di vista della storia intellettuale. Tornando ancora alla dinastia Song (meridionale), Fang Wen-hua ha sostenuto che l’avvento alla ribalta del neo-confucianesimo portò a una ridefinizione dell’identità confuciana. Soprattutto durante il tredicesimo secolo, i funzionari civili che si dilettavano negli affari militari, per avanzare nella loro carriera, furono sempre più emarginati dai funzionari civili che si rivolgevano agli studi neo-confuciani, ponendo fermamente la supremazia del wen sul wu (Fang 2006). Inoltre, al confucianesimo, e per estensione al neoconfucianesimo, dagli studiosi moderni è stato spesso attribuito un pregiudizio anti-militare intrinseco . Passando dai tardi Song ai tempi dei Ming, quando il neo-confucianesimo era diventato l’ideologia autorizzata dallo stato e questa ideologia fù inculcata nei potenziali funzionari civili tramite il sistema degli esami, la rivalutazione del wu da parte del neo-confucianesimo Ming è in un continuo disperato bisogno di assestamento. Sosterrò più avanti che l’adesione di Qi Jiguang alle nuove correnti di pensiero emanate dalla xinxue 心學 “Scuola del Cuore-Mente” ci offre una nuova prospettiva interessante da cui affrontare tale questione.

LA “DEMOCRATIZZAZIONE” DELL’IDEALE DI SAGGEZZA DA PARTE DELLA SCUOLA CUORE-MENTE

I principali esponenti della Scuola dei Principi (理学) dalla dinastia Song alla dinastia Ming. I Primi tre sono Cheng Yi, Cheng Hao e Zhu Xi, l’ultimo è Wang Yangming

Verso la fine del XV secolo, l’ortodossia neo-confuciana stabilito da Zhu Xi 朱熹 (1130-1200), Cheng Hao 程顥 (1032-1085) e Cheng Yi 程頤 (1033-1107) durante la dinastia Song e sostenuto come il fondamento ideologico degli imperi sin dalla fine della dinastia Yuan, soffriva per gli effetti della crescita demografica e della stasi intellettuale. Un autore ha stimato che la popolazione dell’impero Ming sia triplicata da circa 60 milioni all’inizio della dinastia a 200 milioni alla sua caduta nel 1644 (Dardess 2012: 87). Un corollario di questa crescita della popolazione è stato l’aumento dei candidati che partecipavano al sistema di esame del servizio civile, che consisteva nel testare la padronanza del curriculum neo-confuciano Cheng-Zhu, al fine di diventare idoneo per un posto burocratico. Il numero di questi incarichi burocratici, tuttavia, non aumentò, determinando un surplus di licenziati istruiti che non avevano modo di soddisfare le loro ambizioni. Inoltre, la missione originale del neo-confucianesimo Cheng-Zhu, cioè quella di mostrare la via all’educazione morale e alla coltivazione, era stata ironicamente dirottata dallo stesso sistema di esame, che metteva alla prova solo la propria padronanza letteraria del canone, ma non le proprie virtù. Il risultato è stato che l’apprendimento neo-confuciano Cheng-Zhu aveva perso la sua attrattività come strada verso la saggezza e incoraggiato il mero intellettualismo libresco (Bryant 2008: 35-37). Di conseguenza, mentre cresceva il numero assoluto di letterati altamente qualificati, cresceva anche la frustrazione per i contenuti ideologici inflessibili degli esami che si dovevano superare con un margine di successo molto esiguo. Credo che ideologie come il (neo) confucianesimo non fossero da sempre e meramente una forma di pensiero dichiarato esteriormente ma adottato solo per ragioni pragmatiche, ma in molti casi fossero realmente rispettate e che plasmassero attivamente l’imperativo morale di una persona. Il neo-confucianesimo incoraggiava i suoi aderenti a impegnarsi con la società e ordinarla secondo i principi morali che sosteneva. Per molte migliaia di letterati agli esami di primo livello, così come per molti altri gruppi che simpatizzavano con il programma neo-confuciano, non ci fu per vari motivi nemmeno la possibilità di realizzare le loro ambizioni di far parte dell’apparato governativo. C’era quindi la mancanza di uno sbocco legittimo per soddisfare il loro bisogno di realizzare i loro imperativi morali nella società che li circondava. Come avrebbero potuto allora realizzare il proprio imperativo morale in quelle circostanze? La risposta più significativa che fu trovata nel corso del XV secolo fu la ricerca della saggezza personale intrapresa da alcuni letterati in questo periodo. Cos’era esattamente un “saggio” (sheng 聖) nell’ideologia confuciana? Nel suo senso più profondo il saggio era qualcuno che poteva percepire il “Paradiso” (tian 天) e il suo principio (tianli 天理) e sulla base di quella percezione poteva attuare questo principio e le intuizioni morali che ne derivavano a beneficio dell’umanità nel suo insieme (Bol 2008: 68-69). Il cielo si era evoluto da una divinità antropomorfica durante gli Zhou a un principio ultimo astratto alla base della realtà durante la dinastia Song (Hauf 1987: 284-285). Per sua stessa natura, un saggio era quindi un legittimo attore protagonista nella società. La sua percezione del principio celeste gli dava l’autorità morale per intervenire e plasmare il mondo che lo circondava (e in teoria gli imponeva anche il rispetto dei suoi coetanei non saggi). Nel XV secolo un certo numero di letterati iniziò a interessarsi di nuovo a uno degli obiettivi del neo-confucianesimo più originali e più importanti: la ricerca della saggezza personale. Il più influente di questo gruppo era Wang Shouren 王守仁 (1472-1529) o Wang Yangming, il suo pseudonimo con cui è meglio conosciuto. Veniva da una famiglia che aveva già prodotto candidati di successo all’esame e che si trovava nella provincia di Zhejiang, parte della regione di frontiera sud-orientale dove Qi Jiguang sarebbe poi stato attivo nel suo ruolo di soppressore dei pirati. Il suo approccio per raggiungere la saggezza era diverso dai letterati che lo avevano preceduto, che si erano concentrati sull’auto-coltivazione psichica investigando il mondo che li circondava e ricavando la loro conoscenza del principio celeste dallo studio del suo riflesso nella realtà. Anche Wang Yangming ci aveva provato, applicando le idee di Zhu Xi sull ‘”indagine” (gewu 格物), ma fallendo miseramente. Invece, ipotizzava che la strada verso la saggezza non comportasse l’investigazione del mondo esterno, ma piuttosto l’investigazione del mondo interno, il mondo della propria “mente-cuore” (xin 心) (Shimada 1987: 135-138). È interessante notare che Wang Yangming si ispirò all’idea di Mencio che gli umani fossero intrinsecamente buoni, un presupposto che Zhu Yuanzhang 朱元璋 (r.1368-1398), il fondatore della dinastia, aveva aborrito. Fortunatamente per Wang Yangming, la conformità ideologica e la repressione delle tendenze del libero pensiero intellettuale erano meno forti alla fine del XV secolo, sebbene anche Wang avesse bisogno della protezione di altri importanti funzionari civili dai letterati ortodossi militanti Cheng-Zhu (Bryant 2008: 21). Wang credeva che ogni essere umano possedesse una “conoscenza innata del bene”, o liangzhi 良知, che poteva conoscere attraverso l’introspezione seguita da un improvviso momento di illuminazione, wu 悟 (Shimada 1987: 144-145). Ciò era in netto contrasto con il neo-confucianesimo Cheng-Zhu, che predicava la saggezza sull’apprendimento minuto a memoria del curriculum Cheng-Zhu e il suo uso come guida per l’investigazione del mondo esterno. Il pensiero di Wang Yangming portò alla creazione di una nuova corrente all’interno del neo-confucianesimo, la cosiddetta “scuola del cuore-mente”, o xinxue 心學, che ora iniziò a sorgere accanto alla più antica “scuola di principio di Cheng-Zhu” “, o lixue 理學. Wang Il pensiero di Yangming aveva un enorme influenza sulla ridefinizione delle identità sociali, perché secondo lui ogni essere umano era potenzialmente un saggio attraverso il possesso di questa innata conoscenza del bene. Alcuni discepoli di Wang Yangming avrebebro portato questo pensiero ai suoi estremi logici ed avrebbero affermato che ogni persona avrebbe potuto essere un saggio, indipendentemente dallo stato sociale e dall’occupazione. Lo stesso Wang Yangming era un po ‘più scettico riguardo a questa capacità e perciò sosteneva, che anche se il potenziale era lì, non tutti sarebbero stati in grado di realizzarlo (Cheng 2009: 45-49). In più,il pensiero di Wang aveva la possibilità di essere socialmente più radicale rispetto, ad esempio, alla nozione di Zhu Xi sulla capacità delle persone di diventare saggi. La metafisica di Zhu Xi ipotizzava in realtà una biforcazione tra principio (li 理) e materia (qi 氣). Nel suo schema, il principio era la cosa più importante, ma la questione era determinare fino a che punto il principio avrebbe potuto essere realizzato nel nostro mondo percepito ogni giorno. Tuttavia, la materia di una persona poteva essere contaminata, il che avrebbe impedito a persone come questa di raggiungere la saggezza. Secondo Zhu Xi, solo le persone con una materia chiara e incontaminata avrebbero potuto diventare saggi (Smith et al 1990: 170-172). Wang Yangming considerava la materia era meno rilevante. Vedeva piuttosto la comunità di tutti gli esseri umani come un “corpo” (shen 身), di cui tutti erano quindi una parte. Tutti le contese e i conflitti umani provenivano dall’oscuramento di questa verità fondamentale da parte di un proprio interesse personale e dall’essere ipnotizzati da particolari distorsioni della lettura della realtà e da un falso senso del sé che in qualche modo esisteva separatamente dagli altri umani. Wang Yangming sottolineò che era importante riguadagnare questo senso di essere parte di un tutto più grande, una realizzazione che sarebbe arrivata con il raggiungimento della saggezza (Israele 2008: 12). Il programma xinxue ha anche “democratizzato” (cioè reso fruibile da tutti) l’ideale della saggezza, cosa ammessa dallo stesso Wang Yangming che ha affermato che le persone con diversi retroterra professionali avrebbero potuto aspirare a essere saggi. Questo era un ideale attraente in una società vide rapidi cambiamenti socioeconomici oltre alla crescita demografica. Uno di questi ambienti professionali era la classe mercantile, un gruppo la cui professione era spesso disdegnata dai confuciani. I commercianti, il cui numero e importanza nella società crebbero durante i Ming, potevano ora rivolgersi alle idee di Wang Yangming per rivendicare la rispettabilità morale per se stessi. Wang Daokun 汪道昆 (1525-1593) per esempio, un burocrate civile e rampollo di una famiglia di mercanti, fu fortemente influenzato dalle idee di Wang e divenne, nelle parole di uno studioso, un “apologeta” della professione mercantile (Guo 2005: 60 -61; Lufrano 1997: 42-44, 48). Wang Daokun era, forse non del tutto per caso, l’amico di Qi Jiguang. Come vedremo più avanti, Qi Jiguang cercò di utilizzare le idee di Wang Yangming per legittimare il mestiere dei militari all’interno dell’impero.

IL NEO-CONFUCIANISMO DI WANG YANGMING E IL PENSIERO DI QI JIGUANG

Wang Yangming

Mentre il neo-confucianesimo, quando apparve per la prima volta durante i Song, sembra aver allontanato i seguaci letterati dalle attività militari, la reinterpretazione attivista dell’ideologia di Wang Yangming, raggiungendo la fama in gran parte grazie al suo funzionamento di successo come comandante militare in diverse campagne, sembra aver restituito alla professione militare il riguardo di almeno alcune delle élite accademiche. Sia Kai Filipiak che Wang Hungtai ipotizzano che l’esempio personale di Wang Yangming di un ufficiale civile con risultati marziali sia diventato un modello da emulare per molti (Filipiak 2012: 11-12; Wang 2014: 222). Tuttavia, sono state fatte poche ricerche sull’affiliazione di ufficiali militari ereditari alla sua filosofia xinxue. Che Qi Jiguang fosse davvero un aderente è testimoniato dalla prefazione al suo nianpu 年譜, o biografia cronologica, compilata da uno dei suoi figli:

Il suo aspetto era solenne, il suo comportamento era chiaro e raffinato, aveva un naso prominente e un mento squadrato, il suono della sua voce era come una mareggiata lontana, la sua indole era calma e composta, aveva magnanimità, possedeva la maestria sia nelle lettere che nella marzialità. Utilizzò diligentemente la devozione filiale in fedeltà [alla dinastia]; non si curò degli affari famigliari, lavorò felicemente allo studio dei classici, specialmente nei lunghi poemi scrivendo calligrafie in scritto antico; fu un seguace indiretto di Yangming, spiegò ampiamente la conoscenza innata del bene,il suo cuore era limpido come puro e casto, prese personalmente il comando del raffinato e del volgare che avevano il l’aspetto del soffio confuciano.

狀貌莊嚴,丰神朗潤,隆準方頤,聲語洪遠,資性沉毅,有大度,具文武全才,孜孜以孝爲忠;不治家人生業,喜事經書,尤長詩翰古文;私淑陽明,大闡良知,胸中澄徹如冰壺秋月,坐鎮雅俗有儒者氣象。(Qi Shaobao nianpu 1:1-2)

Da questa citazione possiamo vedere che Qi Jiguang era davvero un seguace della filosofia di Yangming e si comportò come confuciano nei suoi rapporti con gli altri nel corso della sua carriera di ufficiale. Né era l’unico. Quando Nie Bao 聶 豹 (1487-1563), un altro discepolo di Wang di prima generazione, stava scontando un periodo di detenzione, convertì un ufficiale militare della Guardia in Uniforme Ricamata nella capitale, di nome Dai Chuwang 戴楚望 (date sconosciute), che era la sua guardia. Dai ebbe corrispondenza anche con altri seguaci di prima generazione e fece del suo meglio per proteggere Nie e gli altri nell’ambiente a volte pericoloso delle strutture penitenziarie della capitale (Hauf 1987: 58-60). Un altro discepolo militare forse più famoso fu Wan Biao 萬表 (1497-1556), che si associò con i discepoli e seguaci di Yangming Qian Dehong 錢德洪 (1497-1574), Wang Ji 王畿 (1498-1583), Tang Shunzhi 唐順之 ( 1507-1560) e Luo Hongxian 羅洪先 (1504-1564) tra gli altri (Fang 1976: 1339; Liao 2011: 38). L’adesione di Qi a questa ideologia può anche servire a gettare luce su come si è costituita la sua carriera iniziale e sull’importante ruolo dei collegamenti con funzionari civili e letterati. Un passaggio illuminante che Julia Ching ha citato in un abbozzo biografico risalente al 1976 di uno ufficiale letterato Ming (Ching 1976a: 242), ma che non è mai apparso in nessuna trattazione di Qi Jiguang o dell’esercito Ming in generale, ci offre una preziosa miniera di informazioni sulla sua carriera agli inizi:

Il signore [Qian Dehong] era bravo a riconoscere le capacità di una persona. Il signore disse al ministro della Guerra Hu Meilin [Hu Zongxian] che proprio allora stava mettendo ordine in aree remote: “Dobbiamo per ora essere dei Generali Ming”. Ha raccomandato di leggere i memoriali e le comunicazioni ufficiali dell’ex maestro [Wang Yangming]. Nel 34° anno [del regno di Jiajing] [1555] i Wonu [pirati “giapponesi”] bruciarono e saccheggiarono la campagna. Zhushan [Qian Dehong] scrisse Discussione sulla Composizione e l’Addestramento delle Milizie di Villaggio, come riferimento. In primo luogo, ha raccomandato discepoli, quali l’attuale comandante dell’esercito Qi Jiguang e il comandante Liang Shouyu, che alla fine, sono stati convocati per la loro forza al fine di ottenere grandi successi. Meilin [Hu Zongxian] ringraziò il signore e disse: “All’inizio sospettavo che i tuoi discepoli confuciani non fossero esperti in strategia militare, solo in seguito ho riconosciuto il buon comando militare degli ufficiali”.

君善識人,大司馬胡梅林方尹姚,君曰:「必爲當今明將。」勸其讀先師《奏疏》、《公移》。三十四年倭奴焚掠鄉居緒山「作《團練鄉兵議》,以贊成之。首薦門下士,今都督戚繼光、總兵梁守愚,卒賴其力以成大功梅林謝君曰:『始疑公儒門,不

嫻將略,乃知善將將也』」。

(Wang Ji ji 20:591)

Questa citazione proviene da una biografia di Qian Dehong scritta dal suo condiscepolo, Wang Ji. Insieme a Qian, Wang Ji apparteneva al primo gruppo di seguaci di Yangming, con Wang che rivendicava addirittura di discendere dallo stesso antenato del suo maestro. Wang Ji era del sud, originario della prefettura di Shaoxing 紹興府 nella provincia di Zhejiang, e la sua famiglia comprendeva antenati che avevano prestato servizio come funzionari civili. Curiosamente, uno dei suoi figli scelse una carriera militare invece di una civile, optando per sostenere gli esami militari. Un segno, forse, della crescente importanza dei militari come percorso di carriera alternativo nel servizio governativo durante i tardi Ming. Wang Ji e Qian Dehong furono entrambi incaricati da Wang Yangming di trovare e istruire nuovi discepoli per il movimento (Ching 1976b: 1351-1352).

La descrizione di Wang Ji della vita e del lavoro dei suoi colleghi reclutatori fornisce molti spunti interessanti, che fanno tutti luce su ciò su cui si fondò la carriera di successo di Qi Jiguang. Prima di tutto, amplia l’insieme di prove che gli studiosi avevano che effettivamente discepoli di Yangming appartenevano all’esercito ereditario. Che questo fenomeno non fosse limitato a Qi Jiguang è confermato dalla menzione di un altro ufficiale militare all’interno dello stesso testo. E come abbiamo visto sopra, Qian Dehong non era l’unico studioso della xinxue con discepoli militari.

In secondo luogo, la biografia di Qian Dehong ad opera di Wang Ji evidenzia l’importanza dei legami personali tra funzionari sia militari che civili e studiosi sottufficiali nell’avanzamento delle carriere. Pare che Qian conoscesse personalmente Hu Zongxian 胡宗憲 (1511-1565), un funzionario civile che per lungo tempo avrebbe guidato e coordinato la campagna contro la pirateria lungo la frontiera marittima nelle zone più gravemente colpite dai violenti disordini. Originario della prefettura di Huizhou 徽州府 nello Zhejiang, Hu aveva prestato servizio come magistrato in diverse contee prima di servire nella capitale per diversi anni come funzionario censorio a partire dal 1548 (Fang 1976: 631-632). Intraprese la sua carriera, tuttavia, come funzionario osservatore del Ministero della Giustizia alla fine degli anni Trenta del Cinquecento, e fu durante questo periodo a Pechino che incontrò Zou Shouyi 鄒守益 (1491-1562), un altro discepolo di prima generazione. È possibile che attraverso questa interazione con Zou Shouyi si sia convertito all’apprendimento Yangming, anche se potrebbe essere stato influenzato dalla xinxue in precedenza nella sua vita. Durante il suo periodo come leader dello sforzo antipirateria nel Zhejiang, aveva venduto la sua proprietà per finanziare la pubblicazione degli scritti di Wang Yangming. Nella prefazione ha scritto di aver ammirato a lungo la via del maestro (Li 2011: 8-9). Importanti seguaci di Yangming di prima generazione come Zou Shouyi e Qian Dehong erano ben conosciuti e un discepolo come Hu Zongxian, che prestava servizio in potenti posizioni governative, offrì opportunità per promuovere la carriera di talenti promettenti (e compagni discepoli) come Qi Jiguang. Questo è un esempio di impegni ideologici condivisi che facilitavano le reti di clientelismo all’interno e all’esterno del servizio governativo, evidenziando il ruolo significativo che i funzionari in pensione potevano svolgere nella selezione e promozione del personale.

Un terzo punto che vorrei sollevare è il ruolo svolto da queste reti come canali per la circolazione (militare) della conoscenza. Qian Dehong, quando non era più in alcuna funzione ufficiale, ha trasmesso a Qi Jiguang la conoscenza della formazione della milizia e ha trasmesso alcune delle soluzioni statali di Wang Yangming a Hu Zongxian. Kai Filipiak ha notato che le campagne del sud-est contro il Wokou hanno stimolato un boom delle opere cartografiche e militari dell’area di frontiera. Nota che molti degli autori condividevano un interesse per le arti marziali. Nel suo gruppo sono inclusi gli ufficiali militari ereditari Qi Jiguang, Yu Dayou 俞大猷 (1503-1579) e Lu Xian 劉顯 (? -1581) e i burocrati letterati e civili Zheng Ruoceng 鄭若曾 (1505–80), Tan Lun 譚綸 ( 1520-1577) e Tang Shunzhi (Filipiak 2012: 7-9). Con l’eccezione di Lu Xian, che non ha lasciato scritti da esaminare, sono stato in grado di identificare Qi, Zheng, Tan e Tang come aderenti a una forma di neo-confucianesimo xinxue. E facevano tutti parte di un’operazione anti-Wokou che era già guidata dai devoti della xinxue, Hu Zongxian, Ruan E 阮鶚 (1509-1567) e Hu Song 胡松 (1503-1566), supportati da uno staff privato di non- letterati commissionati che Hu Zongxian stesso aveva reclutato e che includevano ad esempio Xu Wei 徐渭 (1521-1593), uno scrittore di grande talento e anche un famoso pittore (Fitzpatrick 1979: 34-36; Wang Yangming quanji 4: 1686, 1690). Era anche ben informato sulle questioni militari e allineato all’orientamento xinxue (Luper 2015: 45). Inoltre, lo staff privato comprendeva il famoso scrittore Mao Kun 茅坤 (1512-1601), nonno di Mao Yuanyi 茅元儀 (1594-1640), l’autore della più grande enciclopedia militare cinese pubblicata in epoca pre-moderna, il Wubeizhi 武備志 (Sun 1976: 1053-1054). Gli scritti di Mao Kun mostrano anche alcune influenze della xinxue (Zhang 2001: 87-88). All’interno di questo pool combinato di talenti Civili e Militari, la conoscenza circolava così, veniva compilata e scritta. Gran parte di questa attività sembra aver avuto luogo all’interno dei ranghi di coloro che erano associati agli insegnamenti di Wang Yangming o agli insegnamenti del suo amico e compagno innovatore della xinxue Zhan Ruoshui 湛若水 (1466-1560). L’affinità tra l’attivismo, le identità marziali e la xinxue era in piena mostra durante la campagna sostenuta per pacificare la frontiera marittima sud-orientale. L’ideologia riuniva militari ereditari, burocrati civili e letterati con interessi e talenti diversi al di fuori del servizio governativo. Un esame dei legami tra la prima generazione di seguaci di Wang Yangming e le persone coinvolte nella campagna di frontiera marittima degli anni Cinquanta e Sessanta del Cinquecento rivela che Qian Dehong non fu il solo a trasmettere le proprie conoscenze. Luo Hongxian aveva abilità come cartografo e il suo lavoro influenzò Zheng Ruoceng, che avrebbe usato le sue capacità per tracciare mappe delle regioni di frontiera marittima (Huang 1976: 982). Gli scritti di Wan Biao sulla difesa marittima, infine, hanno apparentemente suggerito le politiche di Hu Zongxian contro il Wokou (Fang 1976: 1338).

L’IMPORTANZA DI ESSERE UN SAGGIO

Oltre al mecenatismo, alle opportunità di carriera e alla partecipazione a una rete di circolazione della conoscenza, la xinxue offriva un vantaggio in più a un ufficiale militare come Qi: poteva aspirare alla saggezza, una pretesa che poteva dargli una legittimazione morale all’interno dell’impero. Un passaggio intrigante nello Zhizhitang ji di Qi mostra come l’apprendimento sagace, a mio avviso, potrebbe essere stato usato per legittimare l’uso della forza militare:

La prosa e il significato dell’Arte della Guerra del Maestro Sun Wu [Sunzi] sono entrambi raffinati. Anche se un saggio usa i soldati, non c’è nulla di male in questo. Non è [che non sia] buono, ma alla fine [esso] non è classificato come confuciano. Supponiamo che qualcuno sia un saggio e quest’uomo usi i metodi di Sun Wu. I classici militari avranno quindi un’implementazione da saggio. Supponi di leggere i Sei classici, di recitarli e di servire da saggio, ma nel tuo comportamento ridicolizzi e fingi [i Sei classici], allora i Sei Classici saranno [gli stessi di] Sun Wu. Al contrario, cosa ne pensi di questa persona, quella che li usa? Pertanto, a causa di queste variazioni nell’applicazione della conoscenza, se spetta al gentiluomo, allora si chiama implementare l’autorità legittima e se spetta a una persona di basso rango, allora si chiama capacità di implementazione. La conoscenza è la stessa, ma i signori e le persone di basso rango per questo motivo differiscono. Perché? Presumibilmente se segui la costituzione della tua mente-cuore con la non rettifica, da ciò si manifesterà la differenza. Come suona strano!

孫武子《兵法》,文義兼美,雖聖賢用兵,無過於此。非不善也,而終不列之儒。設使聖賢,其人用孫武之法,《武經》即聖賢之作用矣。苟讀《六經》,誦服聖賢,而行則狙詐,《六經》即孫武矣。顧在用之者,其人何如耳。故因變用智,在君子則謂之行權,在小人則謂之行術。均一智也,而君子、小人所以分者,何也? 蓋由立心不正,則發之自異耳。奚足怪哉!

(Zhizhitang ji 4:262)

Secondo questo, non c’era niente di sbagliato o di amorale nelle attività legate al wu fintanto che un saggio le metteva in atto. Il pensiero strategico militare come quello del Maestro Sun, spesso criticato per essere immorale da alcuni confuciani, era altrettanto virtuoso (o piuttosto amorale) dei classici confuciani. La moralità non risiedeva nei testi stessi, ma nell’azione (e nell’intenzione sincera dietro di essa) di coloro che la impiegavano. Se un saggio era impegnato in un’azione militare guidata dai classici militari, allora per sua stessa natura era un’azione moralmente virtuosa e legittima. Inoltre, recitare i classici confuciani non rendeva automaticamente una persona virtuosa. Qui possiamo vedere all’opera l’effetto liberatorio della xinxue per il ramo militare del governo Ming. Direi che a causa della fonte dei principi morali postulata all’interno della filosofia xinxue, essendo il cuore-mente stesso piuttosto che qualcosa di esterno (come i testi), gli scritti militari come l’Arte della Guerra di Sunzi hanno perso il loro marchio di immoralità. Allo stesso tempo, ciò può spiegare l’aumento dell’interesse dei letterati per gli affari militari e marziali. In effetti, sembra esserci una forte relazione tra gli ufficiali letterati che coltivano risultati marziali e li ostentano nella campagna contro i Wokou e il loro impegno per la xinxue. Molti di questi erano anche amici intimi di Qi Jiguang, o hanno svolto un ruolo significativo nella carriera di Qi. Delle persone menzionate in precedenza, Hu Zongxian, Wang Daokun, Xu Wei, Ruan E e Tang Shunzhi hanno coltivato attivamente identità marziali oltre alle loro attività letterarie e civili (Hardie 2013: 75; Hsi 1976: 1428; Huang 1976: 1254-1255 ; Li 2013: 5-7; Luper 2015: 65-66). A questo elenco possiamo aggiungere anche Tan Lun (Hu 2007: 25-33) e Zhao Dahe 赵大河 (1508-1572), due funzionari civili che hanno lavorato a stretto contatto con Qi Jiguang durante la sua fiorente carriera (Nimick 1995: 19). Zhao Dahe è menzionato nel nianpu di Wang Yangming come appartenente a un gruppo di tongzhi 同志, o “amici che la pensano allo stesso modo” appartenenti al movimento dei seguaci Yangming (Wang Yangming quanji 4: 1618). Secondo lo storico Lu Miaw-fen, questo termine indicava un gruppo di amici che era “[…] limitato dalla stessa determinazione a impegnarsi in un apprendimento saggio (Lu 1997: 223)”. Curiosamente, e quindi accennando alle connessioni e alla coesione strettamente intrecciate che esistevano all’interno di questa rete, la biografia di Zhao Dahe rileva che ha letto gli scritti di Wang Yangming e, come Qi Jiguang, è diventato un seguace di Qian Dehong (Song shi ji ji 19: 285). Sono necessarie ulteriori ricerche sul modo in cui questi ufficiali civili e letterati hanno portato le loro identità marziali in relazione con i loro impegni ideologici neo-confuciani, ma sembra che l’incompatibilità spesso postulata tra il confucianesimo e l’azione militare non si applicasse al gruppo di militari sopra menzionato e funzionari civili. Tutti loro erano conosciuti come neo-confuciani impegnati, nonostante le loro tendenze marziali. Una spiegazione dovrebbe forse essere cercata nella reinterpretazione di Wang Yangming (e di Zhan Ruoshui) del neo-confucianesimo e delle sue conseguenze filosofiche.

Per concludere, il pensiero Yangming potrebbe fornire gli strumenti per legittimare la posizione dell’azione militare e bellica nel regno, ma potrebbe anche facilitare la formazione di legami personali tra militari e letterati all’interno e all’esterno del governo, il che è evidenziato con l’esempio della carriera di Qi Jiguang. Inoltre, ha facilitato la diffusione della conoscenza militare tra letterati e militari, che hanno utilizzato il loro comune impegno nell’apprendimento della xinxue come canali per il trasferimento della conoscenza, richiesto durante le numerose crisi che l’impero Ming dovette affrontare durante il XVI secolo.

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