Danza e Wushu

Connessioni Storiche (parte prima)

bassorilievo antico raffigurante una Wu Wu

Da “Danzas y Wushu conexiones historicas”, di Luis Priego C., Sinologo Indipendente Taipei, Taiwán http://www.sinologia.org , articolo pubblicato sulla rivista “El Budoka”

Tradotto e pubblicato con il permesso dell’autore da Storti Enrico

La danza è una delle forme di espressione corporee tra le più universali, poiché la si può incontrare praticamente in tutte le culture conosciute. Fin dall’antichità, la danza ha condiviso il percorso dell’umanità in contesti molto differenti, come quello rituale o religioso, quello folcloristico nella sua variante ludica. Ha però tenuto anche relazioni con la sfera della guerra e quella della lotta. I riferimenti che abbiamo delle concomitanze tra danza e guerra sono abbondanti, sia nel tempo che nello spazio. Un esempio ne è la difesa che ha fatto della danza lo scrittore siriano Luciano de Samosata, di fronte agli attacchi compiuti dall’amico Cratone:“E il primo segnale per gli Spartani di entrare in combattimento è dato dal flauto; Ecco perché hanno battuto tutti, perché la musica e il ritmo li guidano. Anche ora puoi vedere come i loro giovani imparano a ballare oltre che a combattere con le armi ”[1]. Forse sono più identificabili dal lettore le danze di guerra di certi popoli nativi americani, la danza Maori o la più attuale Capoeira, una sintesi afro-brasiliana tra danza e lotta. Di seguito verrà fatto un breve percorso in un contesto più concreto, quello del mondo dei sistemi di addestramento marziale di origine cinese [2], per illustrare come e in che misura alcune danze tradizionali cinesi si sono combinate con i sistemi di combattimento, evidenziandone le interrelazioni. Verranno inoltre esposte le basi di una tesi suggestiva: la possibile origine delle routine di allenamento di Wû Shù 武術 (cioè i Taò Lù 套路) nelle antiche danze di guerra della sfera sinica.

Pittura rupestre che rappresenta un antica Danza Marziale

Le routine di Wû Shù, siano esse in stili tradizionali o moderne routine da competizione, hanno una componente estetica che in numerose occasioni è stata criticata da diverse angolazioni, proprio per la loro somiglianza con una danza o un ballo, che la allontanerebbe dal pragmatismo del combattimento reale. Invece di discutere sulla validità di questo argomento, proveremo ad offrire esempi tratti dai documenti originali che ci sono pervenuti delle relazioni tra danza e pratica di sistemi di combattimento, al fine di dimostrare che la danza e il combattimento sono intrecciati tra di loro in realtà per tutta la loro evoluzione, in particolare in tre aspetti delle routine dei sistemi di addestramento marziale cinesi:

  1. Aspetto fisico (condizionamento fisico);
  2. Aspetto psicologico (preparazione al conflitto e alla lotta);
  3. Aspetto sociale (attività collettiva, ricreativa o religiosa).

Si chiamano Danze Marziali,Wû Wû 武舞. L’origine delle danze marziali Wû Wû è da ricercare nella celebrazione a livello sociale delle conquiste raggiunte durante la caccia agli animali o nel successo nel combattimento con altri gruppi di individui. Attraverso l’istituzionalizzazione del conflitto di guerra come strumento di controllo tra diverse società o gruppi culturali (sottomissione o difesa), le danze marziali si evolvono fino a diventare una parte importante del curriculum per l’addestramento militare. È noto che durante i banchetti tenuti nella corte dell’antica Cina, venivano eseguite diverse danze o balli in cui venivano impugnate le armi, come la spada Jiàn 劍 o l’ascia corta Fû 斧. Ci sono anche prove della disciplina corporale a cui erano sottoposti i giovani aristocratici nel periodo Zhou occidentale (1050 aC-771 aC). Questa didattica includeva danze marziali, non solo per il rafforzamento fisico o personale, ma allo stesso tempo implicava la trasmissione e il consolidamento di alcuni comportamenti rituali di quel momento storico e della gerarchia sociale. A livello pragmatico, il loro esercizio rafforzava il comportamento dell’individuo nel gruppo (truppe militari) e ne coltivava lo spirito combattivo, personale o collettivo. Tuttavia, l’evoluzione delle danze marziali è parallela allo sviluppo e al consolidamento dei sistemi militari e dei loro metodi di addestramento. Ciò implica che sin dalla dinastia Zhou si insinua una leggera distinzione tra quei modelli di danza Wû Wû il cui scopo è ludico-sociale e quelli che servono come base per l’allenamento marziale. Poiché entrambi i modelli di danza erano utilizzati per scopi rituali, come dimostrazioni di potenza militare o celebrazione del successo della campagna, la linea di demarcazione è relativamente sfocata. Sarà a partire dalle dinastie Han (202/206 a.C.-220 d.C.) che la distinzione tra entrambi i modi di intendere e praticare le danze marziali diventarono un fenomeno relativamente consapevole. Da questo momento in poi, ognuno dei due modelli di danza seguirà il proprio percorso:

  • il primo evolverà nel suo aspetto estetico per essere assorbito dal teatro classico cinese o, ad un altro livello, in esibizioni pubbliche che uniscono la dimostrazione di abilità marziali con altre arti, note come Vendere l’ arte (Mài Yì 賣藝);
  • il secondo si allontanerà progressivamente dall’aspetto estetico per concentrarsi sulla componente marziale, ma servirà da struttura e nucleo per lo sviluppo e il consolidamento delle routine cinesi del Wû Shù, come strumento di allenamento per determinati attributi.
Esempio di Vendita dell’Arte: mangiatore di spade (吞剑)
alla fine dell’epoca della Dinastia Qing

Nonostante ciò, non si può parlare di due zone a tenuta stagna in senso stretto, poiché l’osmosi tra l’estetica e la marziale è stata una costante nei sistemi marziali cinesi. Molti specialisti famosi dei sistemi di combattimento si sono formati in opere teatrali. Una realtà che si è manifestata nell’immaginario popolare attraverso il seguente detto:”Un buon maestro di arti marziali non potrebbe sconfiggere un attore inesperto” [3]. Ovviamente è un’altra esagerazione della realtà, ma serve da esempio per evidenziare il fatto che arte e lotta, nella loro evoluzione, si sono nutrite vicendevolmente. Ci sono esempi attuali, forse più noti, di artisti marziali la cui formazione di base é nell’opera tradizionale cinese, che possono illustrare meglio le relazioni tra danza e combattimento a livello generale.

Significato e storia del concetto di Wû Wû 武舞

Di seguito viene suggerita una breve comparazione semantica tra i sinogrammi che compongono il concetto di danze marziali, Wû 武 e Wû 舞, esemplificata in due tabelle [4]:

Sulla base di queste informazioni, possiamo trovare un punto in comune tra i due sinogrammi, oltre a condividere la stessa pronuncia: entrambi i concetti implicano l’uso delle armi, sia in guerra che, almeno, in alcuni modelli di danza. In un esercizio di sintesi, forse un po’ forzato, potremmo suggerire la seguente interpretazione di Wû Wû 武舞: “Danza legata alle attività marziali, in cui vengono esibite diverse abilità, come il coraggio o la ferocia del soldato e in cui vengono utilizzate diverse armi per eseguirla”. Come è stato detto, questa definizione provvisoria non è convincente. Rivolgiamoci, quindi, alle documentazioni che ci sono pervenute per vedere se possono fare chiarezza. Così troviamo l’opera Spiegazione dei Nomi (Shí Míng «釋名» [5]), dove si rende la seguente definizione:“武舞也征伐行如物鼓舞也”, che suggeriamo di tradurre come: “Le attività marziali [sono equivalenti alla] danza. I soldati si muovono in fila indiana [come se fosse una] spedizione punitiva, cercando di sollevare il morale e lo spirito.” Può essere considerata una prova abbastanza esplicita della connessione tra attività marziali e danza, soprattutto in relazione all’esibizione di potenza di un esercito, oltre a stimolare il suo spirito combattivo e rafforzare il morale delle truppe. Vediamo che etimologicamente esiste una certa relazione. Inoltre, entrambi i sinogrammi implicano in un modo o nell’altro un’esibizione di forza e potenza marziale. Ma le loro relazioni non finiscono qui. Si pensava che già ai tempi del mitico governatore Shun 舜, ci fosse una danza potente ed energica chiamata Danza dell’Ascia e dello Scudo (Gân Qî Wû 干戚舞). Questo tipo di danza veniva eseguita brandendo le armi che gli danno il nome e il suo contenuto era strettamente correlato alla sfera marziale. Nell’Hán Fêi Zi «韓非子» [6] troviamo il seguente commento su questo modello di danza:

“Ai tempi di Shun, la tribù You Miao si rifiutava di sottomettersi, quindi Yu voleva lanciare un attacco contro di loro. Shun disse: ‘Non farlo. Alcuni sovrani non hanno un profondo senso della moralità, ma usano il potere militare. Ciò non segue la retta via. Di conseguenza, furono usati tre anni di istruzione, fu eseguita la danza dell’ascia e dello scudo, [dopo di che] la tribù You Miao fu sottomessa “.

Da questo frammento possiamo concludere che questo tipo di danza si realizzava come un esercizio di esibizione di forza del potere militare, con l’obiettivo di intimidire un potenziale nemico [7]. Al tempo stesso, serviva come esercizio di allenamento marziale e per controllare lo stato dell’esercito, rafforzando sia la disposizione delle truppe durante la battaglia sia il lavoro di cooperazione e lo spirito combattivo dei soldati. Questa danza è una delle prime coniugazioni tra danza e movimenti di combattimento di cui esistono prove nella storia cinese.

Illustrazione della danza dell’Ascia e dello Scudo. In Complete Book on Equal Temperament in Music “樂律全書”, di Zhu Zaiyu 朱載堉, dinastia Ming.

Ed è molto presto che troviamo i primi riferimenti storici al Wû Wû. Ad esempio, nella dinastia Zhou erano considerati parte delle Danze dei Sei Periodi (Lìu Dài Wû 六代舞 [8]), le danze rituali ortodosse dell’antichità cinese. Il contenuto delle prime danze marziali era incentrato sulla celebrazione delle conquiste militari della gerarchia aristocratica. Si eseguivano durante lo svolgimento di grandi cerimonie, come banchetti rituali, riti di preghiera agli antenati o nei tributi degli aristocratici alla famiglia reale. Ma erano anche visti come esercizi di addestramento al combattimento, attraverso l’uso di diverse armi durante l’esecuzione della danza, anche se la loro natura era essenzialmente rituale.

Illustrazione che riassume quelle che erano dette Danze di Corte

Dato il contesto particolarmente bellicoso del Periodo delle Primavere e degli Autunni e degli Stati Combattenti (771-221 a.C.), inclusa la dinastia Han precedente, ci furono una crescita e uno sviluppo relativamente maggiori delle danze marziali. Le danze contenevano una maggiore allusione ai sistemi di combattimento, ai movimenti di attacco e di difesa e mettevano in evidenza una loro crescente standardizzazione. Questa tendenza si vide rafforzata per l’alto grado di perfezionamento e specializzazione nel maneggio delle differenti armi, come l’abilità manuale dell’eccellente schermitrice Yue Nü 越女, così come documentato nelle Primavere e Autunni di Wú e Yùe «吳越春秋» [9]. Un altro esempio potrebbe essere la storia del banchetto Hong Men (Hóng Mén Yàn 鴻門宴), a cui noi ci riferiremo più avanti e che mostra che la combinazione di danza e del maneggio delle armi era un attività ben integrata nella società aristocratica dell’epoca. Anche se con l’evoluzione dei sistemi di combattimento cinesi si produsse una parziale differenziazione tra la danza e la lotta, i punti in comune tra le due discipline continuarono a mantenersi. Così durante la Dinastia Ming (1368-1644) si verifica un incremento della sistematizzazione e formalizzazione dei sistemi marziali cinesi, oltre alla promozione del lavoro in coppia come strumento formativo. Questa forma di allenamento era conosciuto come Wû Dùi 舞對, che può essere tradotto liberamente come “ballare con l’opponente” o , essendo un po’ più severi, “brandire [un arma] davanti ad un avversario”. Per citare un esempio, questo concetto appare ripetutamente nelle esaustive e complete norme di formazione a coppie di cui si ha eco nei Documenti Scritti di Preparazione Militare «武備志» [10]. Allo stesso modo durante la dinastia Qing (1644-1912) si utilizzò la definizione di “danza per affrontare l’abilità marziale” per riferirsi a questo tipo di allenamento in coppia [11]. Infatti basta avvicinarsi ad alcuni principi teorici di Wû Shù e della danza per scoprire numerosi punti in comune: nel Wû Shù si dice che “vuoto e pieno si generano a vicenda”, “usa la tranquillità per controllare il movimento” oppure ” la spada e il corpo rispondono contemporaneamente, unendosi in uno “; In relazione alla danza, l’enfasi è su “usare l’intenzione di dirigere ciò che ha forma”, “unificare l’interno e l’esterno”, “corpo e mente sono usati allo stesso tempo, integrandosi in uno”. È chiaro, quindi, che anche sul piano teorico condividono molti legami.

I primi passi del Wû Wû

Al fine di risalire all’origine e all’evoluzione delle danze marziali, è interessante iniziare annotando la loro comparsa nelle leggende dell’immaginario cinese tradizionale. In precedenza abbiamo fatto riferimento alla Danza dell’Ascia e dello Scudo, su cui si può trovare un riferimento leggendario nella seguente storia registrata nel Classico delle Montagne e dei Mari «山海經», in cui si legge:

Il gigante Xing Tian e l’Imperatore Giallo si affrontato in un combattimento divino, l’Imperatore Giallo gli tagliò la testa e la seppellì nella montagna Chang Yang; lui [Xing Tian] usò i suoi capezzoli come se fossero occhi, il suo ombelico come bocca, e brandiva un’ascia e uno scudo in una specie di danza [12].

Rappresentazione della danza eseguita dal gigante Xing Tian 形 天. In The Mythological Thought of the Classic of the Seas and Mountains, Qiu Yiwen 邱宜文, p. 132.

Sebbene tali colorite leggende non possano essere considerate come base per la formazione dei sistemi di combattimento cinesi, dimostrano che la relazione tra danza e guerra esisteva già nei tempi antichi. Inoltre, l’importanza di questa danza nelle generazioni successive ci permette di intuire che c’è stata una certa continuità dalla sua origine mitica, almeno nell’immaginario collettivo. Forse l’uso della leggenda come modello archetipico è dovuto alla necessità di istituzionalizzare il contenuto e l’esecuzione delle danze e di stabilire le basi dell’autorità per giustificare diversi eventi storici, specialmente quelli legati alla guerra. Tuttavia, è anche vero che sin dall’inizio non è più necessario ricorrere alle leggende per trovare riferimenti espliciti alle danze marziali, come quelle del periodo Shang (1766-1046 a.C.). A quel tempo c’erano diverse danze a contenuto marziale, che incorporano diversi elementi durante la messa in scena: piccole lance con punte e piume di giada, scudi di giada, corte asce di pietra, sono elementi trovati nelle tombe di questa dinastia, come quelle del sito archeologico di An Yang 安陽. Questo tipo di arma è accompagnato da vari strumenti musicali (xilofoni in pietra o giada, piatti in bronzo o ocarine in porcellana) [13], il che conferma che l’esecuzione delle danze marziali in quel momento coniugava precocemente l’elemento bellicoso con l’aspetto rituale. Allo stesso tempo, consente anche di suggerire la possibilità di una formazione sempre più specializzata nell’uso di tutti i tipi di armi, pur senza poter essere considerata una specifica formazione militare. Sarà più tardi, durante il periodo dello Zhou occidentale, dove i legami tra le danze marziali, senza perdere il loro carattere rituale, sono strettamente associati al mondo militare. È in questo periodo che avviene la comparsa di due delle danze marziali più praticate tra gli Zhou occidentali, il Wû Xìang 舞象 e il Dà Wû Wû 大舞武, danze che non servivano solo come dimostrazione pubblica del potere militare, ma erano anche contemplate come una forma di addestramento e pratica militare collettiva. Il primo di loro, la danza Wû Xìang 舞象, era un rituale di passaggio dall’infanzia al mondo degli adulti, e la sua creazione è tradizionalmente attribuita al re Zhou Wuwang. Praticato da ragazzi tra i 13 e i 15 anni, implicava che entrassero nel periodo vitale che consentiva loro di partecipare attivamente alla guerra.

Nel Classico dei riti, “Passaggio interno” «禮記. 內 則 », questa danza è indicata nei seguenti termini:

“A tredici anni si studia la musica, si recitano le poesie e si balla la danza Zhuo. Raggiunta la maturità, si balla la danza Wû Xìang, si studia il tiro con l’arco e si guida il carro da guerra” [14].

La loro esibizione includeva i movimenti di attacco con le armi, che simboleggiavano il potere militare ricordando le gesta del re Zhou Wenwang 周文王 [15]. Serviva, quindi, come preparazione al combattimento e alla guerra, compreso il condizionamento fisico e psicologico. Il suo rapporto con le danze marziali è reso esplicito dallo studente di classici confuciani Kong Yingda 孔穎達, nei suoi commenti al Classico dei Riti: “la danza Wû Xìang è anche chiamata danza marziale” [16]. A proposito della danza Dà Wû Wû 大舞武, essa descrive il corso della battaglia in cui il re Zhou Wuwang inviò una spedizione contro il despota Zhou 紂, l’ultimo monarca della dinastia Shang. La vittoria di questa battaglia (la battaglia di Muye), portò alla caduta degli Shang e all’istituzione della dinastia Zhou. Questa danza ha avuto luogo nella cerimonia del sacrificio agli antenati imperiali, essendo una danza di grande popolarità e importanza. La sua creazione è attribuita a Zhou Gong 周公, uno stratega e aristocratico degli Zhou, e con un grande ruolo nella fondazione di questa stessa dinastia. Secondo la descrizione che troviamo nei Documenti Storici, nel “Libro della musica” «史記.樂書 », in questa danza venivano usati sia lo scudo che l’ascia, mentre i partecipanti erano organizzati in formazioni militari, imitando le truppe preparate a lanciarsi in combattimento. In questi stessi documenti, a Confucio viene attribuita una descrizione dei movimenti eseguiti nella danza Dà Wû Wû, con una carica di componente simbolica, dove ciascuno dei movimenti, i loro cambiamenti e la formazione in cui vengono eseguiti si riferiscono ad una specifica circostanza della battaglia. Dato il suo interesse, si propone una breve introduzione a parte di questa descrizione:

[] 夫樂者, 像成者也. 總干而山立, 武王之事也; 發揚蹈厲, 太公之志也; 武亂皆坐, 周召之治也. 且夫武: 始而北去, 再成而滅商, 三成而南[…] 夾振之而四伐, 盛威於中國也[]

La danza è una rappresentazione di come si sono svolti gli eventi. Gli scudi sono tenuti fermi come una montagna, che rappresenta l’atteggiamento del re Wuwang. I movimenti energici e feroci rappresentano l’entusiasmo dello stratega Tai Gong. Il fatto che tutti si siedano improvvisamente [alla fine del ballo] rappresenta il governo [di pace] istituito da Zhou e Shao. Inoltre, all’inizio si spostano a nord [per imitare] la marcia del re Wuwang contro gli Shang; Nel secondo movimento, mostrano l’estinzione degli Shang; il terzo movimento mostra la marcia di ritorno verso sud.

“[…] Due uomini [uno per lato degli interpreti] li eccitano al suono delle campane ed eseguono quattro affondi [17], mostrando così la grande paura che il re Wuwang ispirava nei regni del centro […]”

Da questo breve frammento possiamo apprezzare che l’esecuzione di questa danza segue schemi di movimento molto formalizzati. Un modello di danza la cui performance impegnativa combina l’estetica con la tecnica di combattimento, in una disposizione che imita il rigoroso addestramento delle truppe.

Ricostruzione moderna della Grande Danza Marziale大武乐舞 che faceva parte delle sei tipologie di riti per gli antenati della Dinastia Zhou

È più che evidente che questa danza fu direttamente ispirata dal lavoro militare e dai metodi di addestramento militare dettati in quell’epoca. La danza Dà Wû Wû, non era solo un’esaltazione dell’impresa militare del re Zhou Wuwang insieme allo stratega Tai Gong 太公, ma rivela anche che l’ispirazione per questo tipo di danza attingeva direttamente dall’esperienza reale del combattimento, e la sua pratica serviva come metodo e addestramento dei primi sistemi di combattimento cinesi. Oltre a questi due modelli di danze, e secondo i registri nelle ossa dell’oracolo o nelle iscrizioni in bronzo, è noto che a quel tempo c’erano altre danze marziali collettive, come la Danza della Picca (Chí Máo Wû 持矛舞) o la Danza dell’Ascia da Battaglia (Chí Yuè Wû 持钺舞). Allo stesso modo erano eseguite anche danze marziali individuali come la danza Dà Xiàng 大象, la danza Dà Xià 大夏 o la danza Da Huò 大濩, che a causa dei limiti di spazio non possiamo analizzare in profondità. Tuttavia, è quasi inevitabile considerare che durante questo periodo di tempo, all’origine delle danze marziali, la componente rituale ed estetica era prioritaria rispetto alla componente marziale. Ma non bisogna dimenticare che erano anche considerate un’importante forma di addestramento militare, poiché il loro contenuto offriva tutti gli elementi necessari per la pratica delle tecniche di combattimento, condizionamento fisico, coltivazione della disciplina e lavoro collettivo, solo per citarne alcuni aspetti. Durante la loro realizzazione, servivano come una forma di intrattenimento artistico che esagerava le conquiste militari, con chiare sfumature rituali; ma allo stesso tempo era una selezione e una raccolta di quei movimenti o tecniche che avevano dato i migliori risultati sul campo di battaglia. E qualunque ne fosse l’obiettivo, caratteristiche come quelle che definivano le danze Dà Wû Wû, estendibili ad altri modelli di danza, ci permettono di azzardare a considerarle come una parte sostanziale che compone l’embrione del futuro Wû Shù cinese. Indipendentemente da ciò, è trascorso ancora molto tempo prima dela formazione delle attuali routine di allenamento di Wû Shù moderno. E le danze marziali non sono sempre state ben considerate. Una realtà che implica una necessaria scissione tra estetica e attività marziale, che aumenterà man mano che i sistemi di combattimento cinesi saranno definiti e formalizzati nei secoli successivi. Questa rottura, lo sviluppo parallelo delle danze marziali rispetto al Wû Shù, e anche così, la loro costante intersezione, sarà il contenuto della prossima parte di questo articolo.

NOTE

[1] Vedi Francisco Rodríguez Valls, “El diálogo sobre la danza de Luciano de Samosata”, 2006, pp. 356 e seguenti.

[2] In questo articolo si preferisce utilizzare il concetto di “Sistemi di Formazione Marziale” o “Sistemi di Combattimento” piuttosto che il più conosciuto “Arte Marziale”. La ragione principale è che questa terminologia consente di includere sistemi di addestramento militare che erano presenti prima della comparsa di termini come Wû Shù o Wû Yì (entrambi tradotti in Arte Marziale), resi popolari durante il periodo delle dinastie Han (202/206 a.C. – 220 d.C.).

[3] lo scritto in caratteri cinesi: 好武師打不過賴戲子.

[4] Queste tabelle sono state create sulla base delle voci mostrate nel Practical Dictionary of Chinese, di Zhou He 周 何, 2005.

[5] Questo lavoro, attribuito a Liu Xi 劉熙, è un dizionario di etimologico e terminologico, delle parole dalla successiva dinastia Han (25-220).

[6] Tuttavia, questo pensatore criticherà anche le danze marziali, come verrà discusso più avanti. L’originale citato di seguito si trova in Lai Yanyuan 賴炎元 e Fu Wuguang 傅武光, New Interpretation of Han Fei Zi, 2007.

[7] Infatti, nel linguaggio colloquiale l’espressione “Esegui la danza dell’ascia e dello scudo” è stata mantenuta sotto forma di proverbio il cui significato implica che è preferibile usare la moralità piuttosto che la forza per reprimere atteggiamenti ostili.

[8] La tradizione dell’epoca attribuiva questi sei modelli di danza ai primi tre fondatori della tradizione cinese (Imperatore Giallo, Yao e Shun), e ai primi tre periodi dinastici (Xia, Shang e Zhou); da qui il nome.

[9] Documentazione storica compilata da Zhao Ye 趙曄, dalla dinastia Han posteriore. Per quanto riguarda la schermitrice Yue Nü, da non confondere con il romanzo moderno “La spada di Yue Nü” “越女女”, di Jin Yong 金庸, scrittore di romanzi cavallereschi del Novecento.

[10] Scritto da Mao Yuanyi 茅元億, Dinastia Ming. Citato in History of Chinese Wushu, National Wushu Research Institute, 2003, pp. 266-267.

[11] La frase originale in cinese: 對武之舞.

[12] Citato nel Classico delle Montagne e dei Mari, capitolo “I mari esterni occidentali” «山海經. 海外 西經 ». Questo classico è una raccolta mitologica della geografia cinese prima della dinastia Qin, con versioni esistenti dal IV secolo a.C.

[13] Vedere Zhang Chunben 長 純 本 e Cui Lequan 崔樂泉, History of Chinese Wushu, 1994, p. 64.

[14] lo scritto in cinese: 有三年, 學樂, 誦詩, 舞勺; 成童, 舞象, 學射御. In Jiang Yihua 姜義華, Nuova interpretazione del classico dei riti, 2004.

[15] Re degli Zhou (1152-1056 a.C.). Sebbene la caduta degli Shang fosse per mano del suo secondo figlio, Zhou Wuwang, fu dichiarato fondatore postumo della dinastia. Zhou, oltre ad essere considerato un eroe epico che mette la moralità prima della forza militare..

[16] La versione originale cinese: 舞象,謂舞武也. In Zhang Chunben 長純本 e Cui Lequan 崔樂泉, ob. Cit., P. 65.

[17] Secondo lo studioso dei classici della dinastia Han, Zheng Xuan 鄭玄, “un attacco” è composto da un attacco e da una spinta. All’inizio il soldato (o la truppa) si avvicina al nemico con sei o sette passi, poi si ferma, sempre in formazione. Quando i soldati entrano in contatto con il nemico, ci sono almeno quattro spinte, cinque al massimo. Cfr .: Zhang Chunben 長 純 本 e Cui Lequan 崔樂泉, ob. cit., p. 69.

Bibliografia

– ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA WUSHU 國家體委武術研究院 (2003): 中國武術史 [“Storia del Wushu cinese”], Pechino 北京: 人民 體育 出版社.

– JIANG YIHUA 姜義華 (2004): 新譯禮記讀本 [“Nuova interpretazione del classico dei riti”], Taibei 台北: 三民書局, 2a edizione.

– LAI YANYUAN 賴炎元 AND FU WUGUANG 傅武光 (2007): 新譯韓非子 [“Nuova interpretazione di Han Fei Zi”], Taibei 台北: 三民 書局, 2 Vol.

– RODRÍGUEZ VALLS, FRANCISCO (2006): “Il dialogo sulla danza di Luciano de Samosata”, in Thémata, Revista de Filosofía, nº 37, pp. 355-72.

– ZHANG CHUNBEN 長純本; CUI LEQUAN 崔樂泉 (1994): 中國武術史 [“Storia del Wushu cinese”], Taibei 台北: 文津出版社.

– ZHOU HE 周何 (2005): 國語活用辭典 [‘Dizionario pratico del cinese’], Taibei 台北: 五南.

Fonte immagine: Immagine 1: Link: http://www.epochtimes.com/b5/7/6/10/n1739680.htm

Continua in https://meihuazhuang.wordpress.com/2021/01/29/danza-e-wushu-2/

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