Le nozioni di taiji e di cheng nel pensiero di Zhou Dunyi: parallelismi, identificazione e asimmetria

Tradotto da Maud M’Bondjo, Les notions de taiji 太極 et de cheng 誠 dans la pensée de Zhou Dunyi 周敦頤 (1017-1073) : parallélisme, identification et dissymétrie

Nota del traduttore: ritengo che l’articolo sia interessante, anche se non sempre condivido le traduzioni delle citazioni dal Cinese, perciò mi riservo quando pubblicherò la versione integrale di ritradurre a lato alcune di quelle citazioni. L’interesse è legato al pensiero correlativo che collega e distingue nozioni cosmologiche e nozioni morali.


Taijitu
太極圖

Il Diagramma del Polo Supremo (Diagramme du Faîte suprême, Taijitu 太極圖), la sua spiegazione (Taijitu shuo 太極圖說), il suo Libro che attraversa le mutazioni (Tongshu 通書)[1] conferiscono a Zhou dunyi (1017-1037) lo status di fondatore del rinnovamento Confuciano che ha visto la luce sotto la dinastia Song (976-1279)[2].

Zhou Dunyi

Poco conosciuto alla sua epoca, Zhou Dunyi collegherebbe comunque i fratelli Cheng [3] a Confucio e Mencio. Ispirato da una cosmologia Daoista legata al Buddismo[4], Zhou Dunyi tuttavia difende i valori dell’insegnamento delle lettere attraverso i suoi scritti ma ugualmente grazie al suo ingaggio di funzionario in seno all’ Impero[5].

Fu in effetti attraverso le nozioni pubblicate nei testi di fondazione del confucianesimo che Zhou Dunyi ridona vita ai principi generali del Libro delle Mutazioni

La nozione di Taiji 太極, o Polo Supremo, si trova nel Grande Commentario alle Mutazioni[6].

Si tratta di “la trave principale del tetto di un edificio e, per estensione, un punto focale aldilà del quale non si può andare”[7].

Applicandosi ad un campo cosmologico, il movimento del taiji è simbolizzato da un cerchio bicolore nel Digramma del polo Supremo, prima di essere sviluppato nella “Spiegazione” (Taijitu shuo 太極圖說), che gli è consacrato. Questo limite rappresenta l’estremità a partire dalla quale si menifesta e si distribuisce la realtà infinita.

Cheng 誠, nozione fondamentale dell’ Ambiente Invariabile[8], trova un nuovo sviluppo nel Libro che attraversa le mutazioni. Questa nozione generalmente tradotta in francese con i termini sincerità o autenticità [9], può in realtà essere tradotto anche sia con un verbo che con un sostantivo. Inoltre, l’associazione grafica della “parola” (yan 言) e di “conseguimento” (cheng 成) è molto più complessa da tradurre. Cheng è il modo di agire della Via e si manifesta attraverso la moralità umana. Culmine della cultura del se, l’azione o lo sforzo morale, che Cheng agisce molto particolarmente sulle intenzioni (cheng qi yi)[10] e conduce alla santità (sheng). In più le espressioni “attualizzare” (nel senso di rendere reale) o “attualizzazione” sembrano, secondo noi, tradurre più giustamente il divenire concreto e visibile di ciò che era precedentemente in germoglio nel cuore di un essere umano. Tuttavia, come articolare questi due concetti che sono fondamentali negli scritti di Zhou Dunyi e di cui i campi di applicazione sono comunque così distinti?

Zhu Xi

L’analisi di estratti dei due testi maggiori di Zhou Dunyi ci permetterà di osservare una somiglianza tra taiji 太極 e cheng 誠. I commentari di Zhu Xi (1130-1200) ci inciteranno a percepirli allo stesso modo. Infine, noi giudichjeremo sul rigore e sulla pertinenza di questo punto di vista, così come il suo possibile scopo.

DUE NOZIONI IN PARALLELO

Concetto principale del Diagramma del Polo Supremo e della sua Spiegazione, il taiji è una fonte di creazione perché:

“Il Polo Supremo agisce e genera Yang” 太 極 動 而 生 陽 [11]

Da questa forza cosmica scaturisce Yin e le Cinque Fasi. Poi dalle combinazioni di questi ultimi, scaturiscono i Diecimila Esseri. Forte di un potere creatore, il taiji è il punto cosmologico a partire dal quale le manifestazioni energetiche e fisiche dell’universo prendono vita o corpo. Impulso primordiale del processo cosmologico, il Taiji è l’Uno che genera la molteplicità ritrovandosi paradossalmente nell’Uno, poiché:

“Le Cinque Fasi fanno uno in Yin e Yang, Yin e Yang fanno uno nel Polo Supremo” 五 行, 一 陰 陽 也 ; 陰 陽 , 一 太 極 也 [12]

Prima parola del Libro che Attraversa le Mutazioni, Cheng è presentato come la:

“radice della (pratica) del santo”誠者,聖人之本. [13]

Questo ideale, o obiettivo ultimo dell’uomo di bene, è ciò per cui sviluppa il suo potenziale morale al massimo. Il Zhong Yong definisce cheng in se stesso (cheng zhe) come la Via del Cielo, Zhou Dunyi affermerà in seguito che questo concetto intrattiene un rapporto costitutivo con la santità come quello seguente:

“non è niente altro che attualizzare” 聖,誠而已矣 [14]

L’operazione cheng possiede anch’essa un potere creatore tanto quanto

“Le nozioni di taiji 太極 e di cheng 誠 nel pensiero di Zhou Dunyi”

“attualizzare è il fondamento delle Cinque Costanti e la sorgente dei Cento Processi” 誠,五常之本,百行之源也 [15]

Chiave di volta dello sviluppo morale di un uomo, cheng è necessario perché:

“(riguardando) le Cinque Costanti ed i Cento Processi, se l’attualizzazione non c’è, non ci sono; essi non sono che nefasti ed oscuri, cioè bloccati” 五常百行,非誠,非也,邪暗,塞也

Le nozioni di taiji e di cheng sono entrambe prime e non possono non esserlo. Condizioni di realizzazione dell’universo, taiji 太極 e cheng 誠 evolvono e si concretizzano secondo Zhou Dunyi in delle dimensioni rispettivamente cosmologiche e morali. Tuttavia, questi pochi punti di somiglianza sono sufficienti per concludere un’equivalenza, a vedere un’identificazione?

AL DI LA’ DELL’EQUIVALENZA

Nel suo commentario di Spiegazione sul Diagramma del Polo Supremo, Zhu Xi 朱熹 (1130-1200) , architetto della filiazione della Via (daotong)[16], percepisce delle qualità e funzioni uguali tra ciascuna di queste nozioni.

Quando Zhou Dunyi spiega:

“Il Polo Supremo agisce e genera lo Yang (in tal modo) quando l’azione è al suo apice diventa tranquillità. Dalla tranquillità nasce Yin (in tal modo) quando la tranquillità è al suo apice essa ridiviene agire. A volte azione, a volte tranquillità, sono i fondamenti l’uno dell’altro. Dalla distinzione Yin Yang, si stabiliscono (allora) i due primi esagrammi.” 太極動而生陽,動極而靜,靜而生陰。靜極復動。一動靜,互為其根;分陰分陽,兩儀立焉 [17]

Zhu Xi in realtà vede un legame immediato tra Taiji 太極 e Cheng 誠 affermando:

“L’alternanza tra la quiete e l’agire del Polo Supremo è il corso del mandato celeste, ciò che [Zhou Dunyi] evoca con l’espressione: « l’alternanza Yin Yang è ciò che si chiama la Via.»[18] L’attualizzazione è la radice del santo, la fine e l’inizio degli esseri nonché la via del mandato.” 太極之有動靜,是天命之流行也,所謂「一陰一陽之謂道」。誠者,聖人之本, 物之終始,而命之道也

Zhu Xi include anche la nozione di cheng nel commentario di una frase in cui essa non appare inizialmente. L’avvicinamento operato con la nozione di taiji permette a Zhu Xi di considerare questi concetti come quasi equivalenti l’uno dell’altro, perché il Polo Supremo è il “corso del mandato celeste” e l’azione di attualizzare è la “via del mandato”. Inoltre, Zhu Xi compara la relazione che unisce il Libro che Attraversa le Mutazioni al Diagramma del Polo Supremo a quello:

“di un mantello e della sua imbottitura” 此書與太極圖相表裏.[19]

Questa opera e questo diagramma intrattiene una relazione di necessità e dipendenza, uno non va senza l’altro poiché uno completa l’altro. Potremmo anche vedere una relazione causale tra questi due modi di dire? Riprendendo la metafora di Zhu Xi noi possiamo concludere che l’imbottitura (Diagramma del Polo Supremo) non ha ragion d’essere senza il mantello (Libro che attraversa le Mutazioni), elemento principale e preesistente. Pertanto, il parlare del Diagramma del Polo Supremo sarà l’elemento necessario alla finalizzazione del discorso del Libro che Attraversa le Mutazioni. Zhu Xi stabilisce non solamente un ordine di importanza tra questi due modi di comunicazione (la spiegazione scritta e la forma diagrammatica), ma mostra ugualmente che sono i riflessi di una sola stessa cosa, vale a dire le nozioni di Taiji 太極 e Cheng 誠 nello sviluppo del pensiero di Zhou Dunyi , o il modo di essere, dell’universo.

Di conseguenza, Zhu Xi afferma a due riprese nel suo commentario:

“Attualizzare è precisamente ciò che si chiama Polo Supremo” 誠即所謂太極也. [20]

L’ordine di descrizione scelto da Zhu Xi mostrerebbe che secondo lui l’elemento principale è in realtà il Polo Supremo e quindi il Libro che Attraversa le Mutazioni sarebbe solo il complemento del Diagramma e il suo Scopo. Questo ordine di importanza si giustificherà in seguito attraverso la disposizione che ha scelto per compilare i differenti scritti del maestro Zhou[21]. Zhu Xi cerca anche di provare una coerenza di questi scritti, che si basano inoltre su un solo e medesimo asse, il Polo Supremo. Poiché Zhu Xi afferma che cheng è definito da taiji, la prima nozione non potrà essere considerata come il contrario dell’altra. Essendo in definitiva la stessa cosa, non vi è quindi più alcuna questione di dipendenza o equivalenza tra taiji e cheng. Possiamo concludere da ciò un’identità di natura? Se cheng è nettamente taiji, l’universo non è più concepibile come un luogo di corrispondenza perpetua tra i diversi elementi da cui è formato. Diventa il luogo i cui componenti, fondamentalmente identici, sono quindi denominati in modo diverso solo in base al punto di vista da cui verrebbe posto. Quindi, parlare dell’azione permettendo la realizzazione morale di un uomo ricondurrà a parlare dell’elemento che permette la formazione cosmologica dell’universo.

Non sarebbe differente da ciò che affermava lo Zhongyong secondo il quale attualizzare o l’attualizzazione in se è propria del Cielo e del santo, l’Uomo non avrà che per se accesso a ciò che ne risulta? L’identità di natura tra l’entità primordiale (taiji) e l’azione di rendere reale la sua umanità (cheng), ha pienamente senso? Ricordiamo che contrariamente al termine cheng, l’espressione taiji non può essere verbale. Quindi, come può Zhu Xi conferire loro un potere creatore essenzialmente identico? Queste due nozioni possono essere collegate in un modo così immediato?

UNA SIMMETRIA CARENTE?

Secondo la teoria di Zhu Xi, le origini, la natura e le implicazioni di taiji e cheng sarebbero esattamente le stesse. Ora, questa assimilazione non si verifica nelle spiegazioni di Zhou Dunyi, infatti quest’ultimo non ha mai stabilito un rapporto tra queste due nozioni. Inoltre, le asserzioni di Zhu Xi implicherebbero che il pensiero di Zhou Dunyi sia sistematico ed attestante un insieme le cui parti coordinate si rifletterebbero alla maniera di uno specchio. Il commentario di Zhu Xi come interpretazione del pensiero di Zhou Dunyi implica il rischio di un certo numero di interpretazioni e di proiezioni. Questo commentario, nel caso in discussione, è valido e pertinente? Quali sono i limiti potenziali di una tale concezione? La premessa di questa tesi è che taiji e cheng siano totalmente identici, ciò che ne segue dovrà di conseguenza esserlo a sua volta. Il nostro schema qui sotto [Le nozioni di taiji 太極 e di cheng 誠 nel pensiero di Zhou Dunyi] si propone di rappresentare questa ipotetica identità. Le due parti che lo compongono sono totalmente simmetriche? La teoria di Zhu Xi è verificabile concretamente?

Ricordiamo che la Spiegazione del Diagramma del Polo Supremo si apre con l’espressione polemica:

“senza polo e/quindi polo supremo”無極而太極. [22]

L’interpretazione della congiunzione di coordinazione er 而 implica che si considera, come Zhu Xi, o che il Senza Polo sia in realtà il Polo Supremo, oppure che il Polo Supremo proviene dal Senza Polo e che si tratta in realtà di due entità differenti. Zhu Xi comprende che il primo cerchio del Polo Supremo simboleggia il Senza Polo e che il secondo cerchio simboleggia il movimento del Polo Supremo[23]. Mettendo da parte questa controversia, non sembra esserci che un solo elemento sul lato del cheng. Ora per considerarli identici, taiji e cheng dovrebbero avere entrambi ciò che noi potremmo qualificare di « doppia positività », dato che è chiamato Senza Polo e Polo Supremo. Contrariamente al Polo Supremo, il fatto che la nozione di cheng porta a una realizzazione in modo intrinseco e immediato, gli conferisce un carattere unico. Questa realizzazione si verifica probabilmente nel passaggio dal Senza Polo al Polo Supremo. In altre parole, l’energia vitale (qi) e Yin Yang in cui questa energia si divide potrebbe essere identica al buono ed al cattivo che emergono dall’ inizio (ji). Le Cinque fasi cosmologiche ricordano le Cinque Costanti Morali, proprio come i Diecimila Esseri ricordano i Cento Processi. Tuttavia un certo numero di processi vengono a mancare. Prendiamo per esempio la potenza Spirituale (shen).

Di seguito il capitolo 4 del Libro che Attraversa le Mutazioni:

“Attualizzare, (sviluppare) la potenza spirituale ed (orientare) l’inizio è ciò che noi chiamiamo essere santo.” 誠、神、幾,曰聖人.

Lo stesso per il mascolino e femminino che, a seguito dell’emergere delle Cinque Fasi, provengono dal Libro delle Mutazioni:

“Realizzati dalla Via di Qian e la Via di Kun” 乾道成男,坤道成女 [questo è uno dei tanti esempi di traduzione che non condivido] [24]

Infine, se, come sosterrà contro Lu Xiangshan, Zhu Xi pensa che il Senza Polo ed il Polo Supremo non siano che la stessa cosa [25], perché non affermare che c’è ugualmente relazione di identità tra il fatto di attualizzare ed il Senza Polo?

L’impiego di un termine originalmente taoista nuocerebbe molto probabilmente al progetto di una filiazione confuciana perfetta che Zhu Xi tenta di instaurare sotto i Song del Sud. Inoltre, il fatto che Zhou Dunyi parla di non agire (wuwei) per descrivere il processo di attualizzazione [26] non è inoltre in grado di confermare la teoria di Zhu Xi, dato che questo non fa parte che di uno stato, non di una inattività essenziale. Inattività che è per definizione contraria alla finalità dell’ideale confuciano, la santità. L’impiego di questa espressione rinforza inoltre i sospetti di taoismo che pesano contro Zhou Dunyi. Così, anche se un po’ meccanico o triviale, il nostro schema tende a sottolineare un assimilazione arbitraria e mai giustificata. L’interscambiabilità, l’equivalenza o l’identità tra degli elementi cosmologici e degli elementi morali restano a volte formali. La tesi di identificazione di sostenuta da Zhu Xi dovrà quindi essere considerata come una semplice ipotesi che avrebbe un certo numero di limiti. Ora, ricordiamo che il pensiero sistemico di Zhu Xi destinato a spiegare e ad evidenziare il principio (li) soggiacente a tutti gli esseri e a tutte le cose.

Considerado il Polo Supremo come il principio[27], Zhu Xi riprende la prima frase della Spiegazione sul Diagramma del Polo Supremo ed afferma:

Le nozioni di taiji 太極 e di cheng 誠 nel pensiero di Zhou Dunyi

“muovere e generare Yang, si tratta anche solamente del principio” 動而生陽,亦只是理.[28]

Precisa in seguito nelle Conversazioni Classificate del Maestro Zhu:

« L’attualizzazione è il principio. » Qualcuno aggiunge : « si tratta solamente del principio»「誠是理。」一作「只是理」[29]

Identificare il Polo Supremo nell’attualizzazione permetterà dunque a Zhu Xi di mostrare che il Principio è omniscente e che ha la precedenza sull’energia vitale. Tuttavia come sottolineerà Mou Zongsan, il principio di cui parla Zhu Xi è inattivo (bu huodong) [30]. Noi terminiamo quindi domandandoci come questo principio potrebbe essere essenzialmente identico all’attualizzazione.

CONCLUSIONI

Seguendo delle strade comparabili, taiji e cheng comportano delle caratteristiche comuni. Uno è il nocciolo cosmologico da cui cresce il frutto dell’universo e l’altro è il nocciolo che contiene tutta la cultura morale che un uomo può mettere in pratica per raggiungere la santità.

Per questa ragione, nel pensiero di Zhou Dunyi, queste due nozioni possono essere considerate come simili ma restano uniche. Non si tratta d’altro canto di una sola e stessa cosa, come sostiene Zhu Xi. Questa interpretazione persegue in effetti la sua propria finalità e cancella il carattere originale del pensiero di colui che Zhu Xi considera pertanto il fondatore del rinnovamento confuciano. La tradizione della Via stabilita da Zhu Xi verrà di fatto a racchiudere gli scritti di Zhou Dunyi nei limiti di un progetto specifico. Come poteva Zhou Dunyi essere, a rigor di termini, il fondatore del neoconfucianesimo, dal momento che la nozione centrale del suo pensiero cheng 誠, è stata estromessa a favore del principio li 理 della scuola Cheng-Zhu? Per la sua specificità, l’insegnamento di Zhou Dunyi ci comunica altre cose sul rinnovamento confuciano dei Song e di fatto sulla storia intellettuale della Cina.

NOTE

[1] Il titolo originale del Tongshu sarebbe poi Zhu Xi Yi tong 易通.

[2] Feng Youlan 冯友兰, Zhongguo zhexue jianshi 中国哲学简史 (Storia della filosofia cinese), Beijing : Beijing daxue chubanshe, 2001.

[3] Du Zheng 度正, Lianxi xiansheng Zhou Yuangong nianbiao 濂溪先生周

元公年表 (Vie de Maître Lianxi, Duc Zhou de Yuan), Jinan : Qilu shushe, 1996.

Dalle loro biografie officiali, Cheng Hao 程顥 (1032-1085) e Cheng Yi

程頤 (1033-1107) sono stati allievi di Zhou Dunyi dal 1046 al 1047. Essi sono rispettivamente all’origine di « studio dello spirito [cuore] » (xinxue 心學) e di « studio del principio » (lixue 理學), le due correnti principali del rinnovamento confuciano.

[4] il Diagramma del Polo Supremo sarebbe stato inciso dal mitico saggio daoista Chen Tuan 陳摶 (871-989) su una pietra del monte Hua. Sarebbe stato trasmesso in seguito a Zhou Dunyi da Mu Xiu 穆修 (979-1032), ma questa ipotesi rimane incerta. Su questa questione vedere Joseph Needham, Science and civilisation in China,History of Scientific thought, vol. 2-16, Cambridge: Cambridge University Press, 1956, p. 467-468. A proposito del buddismo , Zhou Dunyi strizza l’occhio al maestro Chan Shou Ya 夀涯 al tempio della Gru e imprime nei suoi testi alcune espressioni di questa scuola di pensiero.

[5] Come ricordano notamente le due sole biografie di Zhou Dunyi in lingua occidentale redatte da Werner Eichhorn e Chow Yih-Ching. Queste presentano Zhou Dunyi come il patriarca neo confuciano e non rimettono per nulla in discussione l’interpretazione dei testi data da Zhu Xi.

Un po’ datati, queste due biografie indicano anche i presupposti religiosi dei loro autori.

Chow Yih-Ching, La philosophie morale dans le néo-confucianisme (Tcheou Touen-Yi), Paris : PUF, 1954 et Eichhorn Werner,Chou Tun-i: Ein chinesiches gelehrtenleben aus dem 11. Jahrhundert, Leipzig : Deutsche morgenländische gesellschaft, 1936.

[6] Da zhuan 易傳.繫辭 A.1 1 : « 是故易有太極… » in Quanben Zhouyi 全本周易 (Livre des Mutations), Beijing : Beijing chubanshe, 2006.

[7] Anne Cheng, Histoire de la pensée chinoise, Paris : Editions du Seuil, 1997

p. 262, note 19. Voir également Chen Chun 陳淳, Beixi Ziyi 北溪字義 (Explication des termes néo- confucéens), Shanghai : Shangwu yinshuguan, 1937.

[8] La frase più esplicita si trova nel capitolo 20 : « Attualizzare è la Via del Cielo. Ciò che è attualizzato è la Via dell’Uomo ». 誠者, 天之道也. 誠之者,人之道也.

[9] An Yanming, The idea of cheng (sincerity/reality) in The History of Chinese Philosophy, New York: Global Scholarly Publication, 2005.

[10] Vedi il capitolo 6.1 del Grande Studio 大學 : « Ciò che è detto ‘attualizzare la sua intenzione’ è (così naturale da) non illudersi, detestare un cattivo odore o ancora amare una bella donna » 所謂誠其意者:毋自欺也,如惡惡臭,如好好色.

[11] Propos sur le Diagramme du Faîte suprême, 2 e partie, in Zhou Dunyi ji 周敦頤集 (Œuvres de Zhou Dunyi), Beijing : Zhonghua shuju, 1990.

[12] Ibid., 4a parte.

[13] Livre qui traverse les Mutations, 1 er chapitre.

[14] Opus cit., 2o capitolo.

[15] Ibid.

[16] Wilson A. Thomas, Genealogy of the way: the construction and uses of the

Confucian tradition in late imperial China, Stanford (Ca.): Stanford University

Press, 1995.

[17] Propos sur le Diagramme du Faîte suprême, 2a parte.

[18] Citazione dello Xici, A, 5.

[19] Livre qui traverse les Mutations, 1o capitolo.

[20] bid. et Ibid., 3 e chapitre : « L’actualisation est sans agir » Commentaire de Zhu

Xi : « Il principio reale è spontaneo, come potrebbe avere da agire? E’ precisamente il “Polo Supremo”. » 誠,無為 ;實自然,何為之有!即「太極」也.

[21] Le compilazioni di 1179 e 1187 riprendono questo ordine che resta, ancor oggi, adottata per la riproduzione degli scritti di Zhou Dunyi. Questo ordine sarà tuttavia rimessa in questione da Mou Zongsan 牟宗三 (1909-1995) , in Xinti yu xingti 心體與性體 (Esprit et nature : deux fondements) (traduction du titre F. Wang), 3 volumi, Taibei : Zhengzhong shuju, 1996.

[22] L’ espressione Senza Polo Sans Faîte (wuji) proviene in realtà da Laozi, 28. Il suo impiego nel testo che si vuole confuciano ha dato luogo ad un celebre dibattito tra Zhu Xi e Lu Jiuyuan 陸九淵 (Maestro Xiangshan) (1139-1192) che, considerato come il rivale di Zhu Xi, fu il primo rappresentante della scuola dello Spirito (xinxue 心學).

[23] Vedere la sua spiegazione del Diagramma del Polo Supremo , in Yuangong Zhou

xiansheng lianxi jishier juan 元公周先生濂溪集 十二卷 (Opera in 12 volumes

del Duca di Yuan, Maestro Zhou Lianxi), Changsha : yuelu shuche, 2006, p. 6.

[24] Spiegazione del Diagramma del Polo Supremo, 5a parte.

[25] Lettera a Lu. 6, in Lu Jiuyuan ji 陸九淵集 (Opere di Lu Jiuyuan), Beijing :

Zhonghua shuju, 1980, p. 555.

[26] Libro che attraversa le Mutazioni, 3o capitolo, nota 21.

[27] Zhuzi Yulei, 1 : « Risponde : il Polo Supremo non è niente altro che il principio Cielo-Terra e dei diecimila esseri . 曰 : 太極只是天地萬物之理.

[28] Ibid.

[29] Opus cit., 6.

[30] Xinti yu xingti, vol. 1, p. 374.

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