Baojian feng cong moli chu, meihua xiang ziku han lai

Di Storti Enrico

La frase del titolo è all’interno delle due calligrafie laterali, calligrafie di 7 caratteri come quelle di Chang Dsu Yao

Nel meihuaquan, come riportato anche da Ren Junmin e Yan Yan nel loro libro “Mei Hua Zhuang ”, è utilizzato il detto

Il taglio delle lama della spada preziosa è prodotto dall’affilatura sulla mola, la fragranza del fiore di Prunus mume dal freddo pungente che arriva

宝剑锋从磨砺出,梅花香自苦寒来

Questa frase idiomatica (chéngyǔ) è presa da un testo dell’epoca Ming:

“scritti virtuosi a proposito di precauzioni contro disastri imminenti – volume sulla perseveranza” (警世贤文·勤奋篇).

Come si evince in modo molto immediato e spontaneo, sia dalla frase, sia dal titolo del capitolo da cui essa è presa, in essa si pone enfasi sull’essere perseveranti come virtù che permette il superamento delle avversità.

Secondo Salvatore Natoli (Perseveranza, edizioni il Mulino, che consiglio vivamente di leggere) perseveranza è una

parola che indica in generale una forma di condotta e, relativamente agli individui, un tratto del carattere.

Per poi spiegare laconicamente che

se una parola come “perseveranza” – originariamente dal significato così forte e che per secoli ha indicato lo stile morale necessario per tenere fede alle proprie convinzioni a fronte delle più dure difficoltà – è man mano venuta meno è probabile sia venuta meno anche la pratica che designava.

Oggi per contro la perseveranza è associata alla rigidità, in contrapposizione ad una società che richiede flessibilità ed adattamento e Natoli propone di ridare vitalità e significato a questo concetto.

Un immagine che è associata al significato dell’esagramma Heng

Nell’ Yìjīng, cioè il Classico dei Cambiamenti, c’è un esagramma che è spesso tradotto con “perseveranza”, cioè héng 恒. Ad esso è associata questa sentenza:

perseveranza, cioè proseguire con successo, senza colpa, beneficio nella coerenza, c’è beneficio nell’andare a prendere posizione

恒亨无咎利贞 利有攸往

A questo esagramma qualcuno mette in relazione anche la frase idiomatica che prenderemo in considerazione di seguito.

Daniele Averna riporta un altro detto che si collega al “gōngfu”, cioè al Kungfu con cui in occidente e nei tempi moderni sono indicate le arti marziali Cinesi. Questo il detto preso da una poesia di Lǐ Bó (699-762) :

se si vuole il kungfu più profondo, bisogna sfregare una barra di metallo fino a farla diventare un ago

只要功夫深铁杵磨成针

Oltre a notare che anche questa frase si riferisce alla lavorazione del ferro sulla pietra, sottolineiamo come il termine “gōngfu” indica il senso di “maestria”. Per usare un termine più moderno potremmo utilizzare la parola “padronanza”, cioè il ripetere delle azioni fino a quando ci sentiamo di farle veramente bene. In questo senso possiamo parlare di “perseveranza che ci permetta di costruire maestria”.

Di recente poi Scott M. Rodell ha pubblicato in facebook una parte di una poesia che si intitola “ Jiànkè” 剑客, cioè “lo spadaccino errante”. Anche in questa poesia di Jiǎ Dǎo (779-843) ritroviamo la lavorazione di una lama di spada:

Per dieci anni ho affilato una spada,

la fredda lama non l’ho ancora messa alla prova.

Oggi la impugno mostrandola al sovrano,

chi soffrirà un ingiustizia?

十年磨一剑, 霜刃未曾试. 今日把示君,谁有不平事?

In questo caso oltre alla perseveranza, c’è il dovere morale per chi ha raggiunto la maestria di lottare per la giustizia.

bassorilievo di epoca Han che raffigura un combattimento tra uomini armati di spade

Questo concetto si lega ad un capitolo dell’antico classico Zhuāngzǐ, classico che prende il nome dal suo presunto autore. Un articolo di Romain Graziani traduce il titolo del trentesimo capitolo in “Persuadere con la spada”. Noi preferiamo tradurre “shuōjiàn说剑”in “discutere sulla spada” oppure “critica della spada”. Il pensiero del maestro Zhuāng predilige il “non agire” e cerca di convincere il sovrano a non utilizzare le armi.

Possiamo concludere ritrovando in questi tre scritti tre caratteri della perseveranza del fiore di Prunus Mume: la capacità di resistere alle avversità, la capacità di persistere nell’esercizio in una tensione al miglioramento continuo, la capacità di reagire all’ingiustizia e quindi di raddrizzare i torti aiutando gli altri, ma anche quella ove possibile di dirimere pacificamente le dispute. Sono queste capacità ancora utili per la società e per l’arte marziale?

Bibliografia

  • Averna Daniele, Il Kungfu attraverso il linguaggio
  • Graziani Romain, Persuasion à la pointe de l’épée : l’imagination thérapeutique en action. Étude du chapitre 30 du Zhuangzi
  • Natoli Salvatore, Perseveranza
  • Ren Junmin e Yan Yan, Mei Hua Zhuang – Une pierre précieuse de la culture traditionnelle chinoise
  • Rodell Scott M. , Jianke – the Swordsman
  • Zhuangzi, Library of Chinese Classics

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