Tianren Heyi 天人合一

Libera traduzione di Storti Enrico da uno scritto di Chuang Liu

Nel Confucianesimo, la dottrina di “l’unione di Cielo e Uomo” (天人合一) deriva dalla convinzione che il fondamento della moralità si colloca all’interno dei principi che governano il movimento del corpi Celesti. I contrasti tra l’infinita estensione e la longevità del Cielo e le brevi e ristrette vite degli Uomini, tra la gentilezza e la regolarità del movimento dei corpi Celesti e la aggressività e l’incostanza dei desideri Umani, tra la maestosità musicale dei suoni Celesti ed il rumore mediocre degli assembramenti Umani – tutti sembrano indicare l’inevitabile conclusione che l’ideale della moralità deriva dai principi del Cielo, che sono anche i principi dell’Uomo. E’ solo attraverso la contemplazione della vera natura dell’Uomo, che non è altro che Natura (o il principio del Cielo), che noi possiamo scoprire i principi morali e solo seguendo tali principi nelle nostre azioni possiamo far nascere il regno che l’Uomo merita veramente.

Nel Buddismo Chan l’ideale stato di vuoto, uno stato che è incontaminato dai desideri umani e dalle convenzioni sociali, è precisamente quello stato che è più vicino al Cielo, che è quasi vuoto e che contiene i veri principi di ogni cosa.La dottrina di “unione di Cielo e Uomo” serve sia come ideale che come giustificazione per lo stile di vita Buddista.

Alla fine e più importante, nel Daoismo, che si potrebbe dire detenere il “brevetto” di “unione di Cielo e Uomo”, noi troviamo molti concetti chiave che provengono dalla dottrina (l’autore si riferisce sempre a 天人合一). Perché le persone dovrebbero praticare la “non azione” (wu wei) e perché solo dal “wu wei” si può ottenere il “nulla è lasciato incompiuto” (wu bu wei)?

Precisamente perché la Natura e l‘Uomo sono uniti e la stessa cosa. I desideri dell’uomo e le azioni che gli consentono di soddisfarli lo costringono ad allontanarsi dalla natura e quindi a farlo deviare dalla sua stessa natura. Il “wu wei” in realtà non è far nulla ma seguire la vera natura dell’Uomo, che è compreso nella Natura, e quindi tutto è compiuto (wu bu wei).

Piccole condizioni senza tanta ricchezza si adattano anche alla natura dell’Uomo, perché solo in tali stati si può essere tutt’uno con la natura, che è ciò che dovrebbe avere il primo posto.

L’ “unione di Cielo e Uomo” compare anche in classici quali Zouyi e Huangdi Neijin, da quest’ultimo deriva la gloriosa tradizione della medicina Cinese. In cosmologia, l’Uomo è rappresentato dalla Terra in contrasto con il Cielo e l’unità del Cielo e della Terra è il tema centrale della parte cosmologica del Huangdi Neijin. Essendo al centro, la Terra rispecchia il Cielo che la circonda. In questo senso è un’istanza microcosmica degli stessi principi o modelli (cioè Li) del Cielo. Questa è la loro istanza macrocosmica; due diverse istanze che hanno apparenze radicalmente diverse ma condividono (o obbediscono a) lo stesso Li, la cui prova può essere trovata ovunque in Cielo o sulla Terra con discernimento.

Nella medicina Cinese, il lavoro del corpo umano è anch’esso in accordo con il “Li” di Cielo e Terra, che potremmo anche chiamare Natura. Ancora, con un senso di relativismo che si trova diffuso negli utilizzi del Daoismo, il Corpo Umano è ora il microcosmo e Cielo e Terra sono il macrocosmo; l’idea del principio contro istanziazione si applica ancora una volta tra Uomo e Natura.

uno dei tanti libri su Tianren Heyi

Che cos’è il “Li”, che viene spesso tradotto come “principi” o “leggi”?

Tralasciando le controversie, possiamo seguire Needham che utilizza “Li” per riferirsi ai maggiori modelli fondamentali della distribuzione dello Ying, dello Yang e dei Cinque Elementi tra le diverse sostanze della Natura. In tale senso, questa dottrina di “unione di Cielo e Uomo” può essere intesa come modello condiviso di distribuzione tra le configurazioni radicalmente differenti di Ying / Yang e dei Cinque Elementi, come corpi celesti, creature terrene ed esseri umani.

Mentre l’“unione di Cielo e Uomo” non è mai stato seriamente messo in discussione nel corso della storia, raggiunse l’apice in un’unificazione di diverse scuole nel “Dao Xue” (o Li Xue) di Zhu Xi. Nella sua teoria, Zhu alla fine ha chiarito che Li rappresenta modelli o leggi astratti (le forme Platoniche, se volete) ed il “Qi” rappresenta la sostanza universale (energia, se volete) in cui i particolari si formano attraverso l’unificazione di Li e Qi. “Unificazione” qui dovrebbe essere veramente intesa come “istanziazione” o “attualizzazione” nel nostro attuale linguaggio filosofico (principalmente aristotelico). “Unione di Cielo e Uomo” diventa in Zhu Xi la convinzione che il Li è lo stesso per il Cielo e per l’Uomo.

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