A scuola degli accademici di “Arti Marziali Cinesi”: come comprendere “avere le radici sotto i piedi” (1)

Questo è un articolo di una serie in cui alcuni famosi marzialisti Cinesi forniscono un interpretazione al concetto di “radicamento” (生根).

Il titolo originale in Cinese è “《中华武术》名家讲堂——如何理解“脚下生根””

L’articolo attuale è scritto da 吴文翰 Wú Wénhàn ed è intitolata “脚下生根”是轻灵敏捷的基础 “Avere le radici sotto i piedi” è alla base di agilità, lievità e velocità”

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Questa immagine è a corredo di un articolo che si intitola “durante lo scambio di colpi, come ottenere avere radici sotto i piedi?”(打拳时,如何做到脚下生根?)

La pratica del tàijíquán ha tre livelli: all’inizio è come se stessi praticando sott’acqua, poi è come praticare in mezzo all’acqua, alla fine è come praticare sull’acqua. Ciò è un apprendimento tramite la pratica del tàijíquán di 郝为真 Hǎo Wèizhēn appartenente alle vecchie generazioni. Dopo che 孙禄堂 Sūn Lùtáng ha studiato pugilato con 郝为真 Hǎo Wèizhēn, ha preso nota di ciò inserendolo in un paragrafo. In più, le generazioni successive a 郝为真 Hǎo Wèizhēn hanno tramandato per iscritto questa sentenza.

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郝为真 Hǎo Wèizhēn (1849-1920)

Nell’esperienza di Hǎo Wèizhēn nell’allenamento del tàijíquán, la praticità è espressa nel processo di raffinazione e rivisitazione a partire dalla realtà fino all’indefinito. Nel momento iniziale, la pratica del tàijíquán è pesante e reale ed insieme all’accrescimento della maestria i movimenti possono diventare leggeri e veloci, infine sembra che all’interno dell’allenamento di pugilato ci sia aria. Nell’allenamento sul fondo dell’acqua, i piedi sono infissi sul fondo, quando muovo il corpo ho la resistenza dell’acqua, ciò indica che il grado di agilità corporea non ha raggiunto il livello più alto; Nel passo successivo di pratica, simile a praticare in mezzo all’acqua, i piedi non sono infissi nel fondo, la resistenza dell’acqua è poco significativa, ciò indica che il grado di agilità della pratica di pugilato è migliorato; alla fine il terzo livello, giusto galleggiando finalmente sulla superficie dell’acqua, senza resistenza dell’acqua, il corpo è estremamente vuoto ed agile. Conseguentemente la scuola Wǔ di tàijíquán (武派太极拳) quando struttura la camminata, richiede di ottenere “vuoto”(), “scioltezza”(, è anche “pino”), “rotondità”(), “vividezza”(). Dai racconti sull’esperienza pratica di pugilato di Hǎo Wèizhēn, l’attuazione reale richiede di conseguire “vuoto”(), “scioltezza”(), “rotondità”(), “vividezza”().

Come ottenere “vuoto”(), “scioltezza”(), “rotondità”(), “vividezza”()?

Subito richiede mentre si struttura la camminata di essere pesanti (要从重), di direzionare grande lievità e velocità nel allenare l’orientamento spaziale. Perciò nel momento iniziale della pratica ci deve essere una grande costanza del peso ed insieme all’incremento della maestria gradualmente si diventa lieve, veloce e agile. Questi tre livelli della concezione artistica non sono qualcosa che tutti possono provare, ciò semplicemente è la conoscenza acquisita su se stesso da Hǎo Wèizhēn delle vecchie generazioni. Infatti ogni individuo che pratica pugilato ha una propria esperienza, come per esempio il vecchio 郑曼青 Zhèng Mànqīng di Taiwan percepiva l’allenamento di pugilato come “tentare l’impossibile”, cioè la maestria della propria forza lieve e veloce nell’ingaggiarsi nell’esercizio fisico in aria. Queste esperienze di allenamento di pugilato, in effetti sono tutte tipologie di sensazioni di passare dal pesante e torbido al lieve e veloce.

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Il tempio 悬空寺 Xuánkōngsì sulla Montagna sacra del nord (Běiyuè): Héng Shān 恒山 (Shanxi), nel 1995 (foto Storti Enrico). Quando si effettua una ricerca in Baidu sul detto “sul bordo di un abisso” questa è l’immagine che compare più frequentemente.

Allenare il pugilato presta attenzione al “radicamento al suolo” (落地生根), che è in pratica una metafora ed è anche l’esigenza per allenare il pugilato di prestare attenzione alla stabilità della pianta del piede. Nella teoria del pugilato del Tàijíquán si dice: “avanzare muovendosi come un gatto”(迈步如猫行) e “avanzare come se si fosse sull’orlo di un abisso”(迈步如临深渊). “avanzare come se si fosse sull’orlo di un abisso”(迈步如临深渊), metafora che indica le tecniche di spostamento agili e veloci. Per raggiungere “avanzare muovendosi come un gatto”, si devono ottenere come risultato questi due punti: primo requisito la “lievità” (), secondo requisito “profondità” (沉稳). La cosiddetta “profondità” è solidità (扎实) ed è anche il dover avere radici sotto i piedi (脚下要有根). Se non ci sono radici sotto i piedi, in questo caso si sarà fluttuanti e sarà anche improbabile che le nostre tecniche di spostamento siano leggere e veloci; se sotto i piedi ci sarà eccessivamente peso stagnante, sarà la stessa cosa di non essere in grado di raggiungere l’ “avanzare muovendosi come un gatto”. Perciò per noi l’allenamento del pugilato deve ottenere “alza il passo leggero come le piume di un cigno, abbassa il passo pesante come il monte Tài”(举步轻如鸿毛,落步重如泰山). In più, il tàijíquán come arte del combattimento, oltre a richiedere costante lievità e rapidità esteriore, richiede anche precisione nella velocità.

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Immagine presa sul Taishan (foto Storti Enrico)

Subito richiede padronanza nell’alzarsi, muoversi, schivare, differire, alto e basso. Schivare e differire fondamentalmente sono maestrie della parte superiore della vita, alzarsi e muoversi allora sono maestria della parte superiore delle gambe. Si deve raggiungere questo livello, che è semplicemente non aver ancora praticato abbastanza la struttura di pugilato, e si deve anche progredire nell’esercizio di alcune tecniche di allenamento speciali.

Riassumendo, “radicarsi al suolo” e “avere radici sotto i piedi” sono come praticare il pugilato stabili come il monte Tài, alza il passo lieve come piuma di cigno. Non c’è stabilità di “radicarsi al suolo” se non si riesce ad ottenere la lievità e rapidità di “alzare il passo lieve come piuma di cigno”. “Radicarsi al suolo” non è peso stagnante ma stabilità. Se il peso è eccessivamente stagnante, semplicemente non riesce a raggiungere l’obiettivo di alzare il passo lievemente e rapidamente.

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Yáng Chéngfǔ
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Zhèng Mànqīng

Per quanto riguarda il problema del livello di pratica della struttura di pugilato, il fattore essenziale sono le differenze individuali. Apprestandoci a praticare tàijíquán, tutti dobbiamo all’inizio essere aperti e dispiegati e dopo essere compatti. Aprire e dispiegarsi, è un requisito della tecnica corporea inferiore e necessita di un certo numero di grandi movimenti. In passato tutti praticavano tàijíquán sin da bambini ed adolescenti, gli adulti lo praticavano veramente poco, come risultato, nel momento in cui si inizia a praticare tàijíquán, tutti sono ad una struttura inferiore. Anche ai giovani praticanti di tàijíquán stile Wǔ è richiesta la “struttura inferiore”. Con l’età si accresce l’abilità, le figure del pugilato devono gradualmente diventare compatte, la tecnica corporea é semplicemente più alta. La tecnica corporea del tàijíquán stile Yáng è relativamente bassa, questo perchè il maestro 杨澄甫 Yáng Chéngfǔ quando insegnava pugilato era ancora relativamente giovane, il corpo era imponente, perciò la struttura di pugilato è relativamente aperta e dispiegata. Però la persona che allena il pugilato deve farlo in accordo con le situazioni fisiche, l’età di ognuno, determinando il livello alto o basso della struttura delle posture. La struttura di pugilato del maestro Zhèng Mànqīng è relativamente alta, anche più veloce, questo perchè la statura di Zhèng Mànqīng e quella di Yáng Chéngfǔ sono molto differenti, quindi egli non ha emulato Yáng Chéngfǔ sull’aspetto fisico, ma ha imparato ad emulare i principi concettuali del tàijíquán di Yáng Chéngfǔ, formandosi sulle proprie caratteristiche. Coloro che praticano tàijíquán stile Wǔ () hanno relativamente una struttura molto più alta, ciò perché nella maggior parte della trasmissione del tàijíquán stile Wǔ ci sono persone acculturate e la maggior parte di queste persone non hanno iniziato ad allenare il pugilato da bambini, come risultato in genere tutti hanno una struttura alta ed tecniche di spostamento agili.

In breve, nella pratica del pugilato sono importanti le differenze personali, non avere una struttura bassa è semplicemente bene, una struttura alta semplicemente non è bene, ma anche non avere una struttura alta è bene, una struttura bassa non è bene. Ciò che è adatto a se stessi è il meglio.

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不倒翁 Bambola Daruma

L’idea di “andare alle radici di se stessi”(去己之根), si riferisce alla prefazione dell’opera “Libro Illustrato del tàijíquán della famiglia Chén” (陈氏太极拳图说), fornito dal maestro 王壮弘 Wáng Zhuànghóng di Shanghai. Il suo punto di vista è che la pratica del tàijíquán deve somigliare ad una bambola arrotondata “daruma”, in alto lieve ed in basso profonda (上轻下沉), se “le radici nascono sotto i piedi” (脚下生根), le tecniche di spostamento muoiono e sono inefficaci. In realtà questa è solo l’interpretazione letterale dei caratteri “le radici nascono sotto i piedi” ed è un opinione unilaterale. “Radicarsi al suolo” non è niente affatto un reale radicamento sulla superficie del suolo senza movimento, ma è una specie di metafora della stabilità dei movimenti degli arti inferiori. Il tàijíquán non afferma solamente “radicarsi al suolo”, ma presta anche attenzione all’agilità lieve e veloce (轻灵敏捷) e al dispiegarsi fulmineamente saltando e muovendosi. Non c’è la stabilizzazione del “radicamento al suolo” e quindi non ci sarà agilità lieve e veloce del dispiegarsi fulmineamente saltando e muovendosi. “Radicarsi al suolo” è una sottolineatura del fatto che i tuoi piedi devono essere stabili nel momento in cui alzi il piede e fai un passo; se sotto il piede non c’è stabilità , come fai a combattere o a fare le spinte con le mani con un altra persona? Di conseguenza la stabilizzazione degli arti inferiori sono alla base della lievità e velocità degli arti superiori come anche alla base del dispiegarsi fulmineamente saltando e muovendosi. Come costruire una stanza, non preparando le fondamenta, l’edificio non potrà iniziare ad essere coperto. Non solo il tàijíquán, tutte le arti marziali Cinesi danno molta importanza all’esercizio delle anche e delle gambe, riconoscendo l’importanza della stabilità del piano inferiore (下盘). Concludendo il discorso di Wáng Zhuànghóng “somigliare ad una bambola arrotondata daruma, in alto lieve ed in basso profonda ” è corretta, ma la interpretazione di “avere le radici sotto i piedi” e “radicarsi al terreno” è unilaterale. “Mettere radici sotto i piedi” non è veramente aggrapparsi fermamente come una posizione-palo (桩步), non è veramente la rigidità della posizione-palo, ma è un tipo di metafora descrittiva della corretta stabilità degli arti inferiori.

Inoltre quando spingo con le mani (推手) devo conseguire un corpo stabile, che non dipende affatto completamente dalla stabilità della posizione-palo (桩步), piuttosto è importante l’attaccarsi saldamente alla corretta situazione del momento. Il maestro 崔毅士 Cuī Yìshì questo anno mi ha spinto da seduto, i suoi adattamenti alla situazione del momento sono eccellenti, rimanevo in piedi incapace di stare fermo per effetto delle sue mani, in più dimenticavo di “radicarmi al terreno”. Il discorso sulla situazione del momento del tàijíquán di Lǐ Yì è molto chiaro, egli dice: il “vuoto” (), veramente non è completo senza risultato; il “vero”(), anche se non è completamente infisso per arrivare alla fine, assomiglia al piantare un palo sulla superficie del suolo. Nel “vero” ci deve essere il “vuoto”, nel “vuoto” ci deve essere il “vero”(实中要有虚,虚中要有实). La cosa più importante del tàijíquán è l’adattamento (变化) alla situazione del momento. Se l’adattamento alla situazione non è buono, anche la stabilità della posizione-palo è inutile. Senza comprendere le trasformazioni della situazione del momento, cioè la situazione di cui parlava Wáng Zhuànghóng, la posizione-palo diventa semplicemente un palo morto. Perciò, nelle spinte con le mani, un buon adattamento alla situazione del momento è la chiave della stabilità del corpo. Se tu non comprendi il cambiamento della situazione del momento, forse sarai o troppo “vuoto” o troppo “reale”, non comprendere il sottile cambiamento della situazione che si presenta è come se tu ti ritenessi stabile come il monte Tài, ma in realtà non sei in grado di averne i requisiti. Comprendere le trasformazioni della situazione è l’ abilità corporea di essere stabili come una bambola daruma. Ma la stabilità degli arti inferiori è anche adattamento del corpo alla situazione del momento e fondamento del dispiegarsi fulmineo saltando e muovendosi. Come risultato la pratica del tàijíquán già richiede l’allenamento della stabilizzazione di “avere la radice sotto i piedi”, richiede anche di comprendere i cambiamenti della situazione, allena la sensibilità di dispiegarsi fulmineamente nei salti e nei movimenti. Il requisito più importante tàijíquán è “aprire e chiudere e vuoto e pieno”(开合虚实), gli altri cambiamenti delle tecniche corporee e della stabilizzazione delle posizioni-palo, tutti sono al servizio di “aprire e chiudere e vuoto e pieno”

Note di traduzione:

In quasi tutti i casi ho tradotto 虚实 xū-shí con “situazione del momento”, ma poteva essere reso con “vuoto e pieno”, questo perché a mio parere rende maggiormente il senso delle frasi e dell’esigenza di sperimentare praticamente la teoria. Ritengo però che anche “vuoto e pieno” siano da riutilizzare per capire l’aspetto yin yang che permea il tàijíquán e che è ben comprensibile nelle spinte con le mani. Anche quando rendo shí come “vero” era possibile utilizzare “pieno”.

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